6 ottobre 2006: 35.000 PRECARI PUBBLICI IN PIAZZA A ROMA -foto-

Roma -

Servizi fortemente ridotti o bloccati per l’alta adesione al primo sciopero nazionale dei precari della Pubblica Amministrazione

Lavoratori precari della Sanità, dei Vigili del Fuoco, degli Enti Locali, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, ma anche dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati, sono giunti in 35.000 a Roma da tutta Italia per il primo sciopero nazionale di tutto il precariato del Pubblico Impiego.
"No al lavoro nero, no al precariato di stato: assunti tutti, assunti subito, assunti davvero" recitava lo striscione di apertura del corteo, che partito stamane alle 10 da Piazza della Repubblica, ed ingrossato dagli ultimi arrivi dai treni provenienti dalla Sicilia e dal Piemonte, è giunto in tarda mattinata davanti al Ministero della Funzione Pubblica, dove dal palco si sono susseguiti gli interventi dei lavoratori.
Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi Sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride, ed ha aderito il Comitato dei Precari del call center Atesia, a segnare l’unità di lotta fra il settore pubblico e privato.
"Questo primo sciopero nazionale non è solo un importante punto di arrivo, ma è soprattutto l’avvio della lotta per cancellare il precariato far riscrivere la Legge Finanziaria: proseguiremo con lo sciopero generale del 17 novembre prossimo", ha dichiarato il Coordinatore nazionale RdB-CUB Pierpaolo Leonardi, che dal palco ha rinnovato la solidarietà della Confederazione Unitaria di Base ai giornalisti in sciopero.
Presso il Ministero della Funzione Pubblica una delegazione ha incontrato per oltre un’ora il Ministro Nicolais. Pur nella diversità di posizioni si è convenuto sulla necessità di aprire un tavolo permanente sulla precarietà presso lo stesso Ministero, a cui, su richiesta dell’RDB-CUB, dovranno partecipare tutti i Ministeri interessati dal fenomeno, nonché la Conferenza delle Regioni per quanto attiene gli enti locali.
In un incontro al Ministero del Lavoro, cui hanno partecipato anche i cinque sindaci della Locride, il Governo si è impegnato a riproporre sotto forma di emendamento il finanziamento ai fondi per la prosecuzione dei progetti LSU.
Altri tre incontri si sono svolti presso altrettanti Ministeri: Giustizia, Sanità, Istruzione. Nelle prossime ore sarà fissato quello da tenersi presso Il Ministero delle Attività Produttive.


 Incontro RdB/CUB – Ministero Giustizia

Nella giornata di sciopero e manifestazione nazionale dei precari della pubblica amministrazione del 6 ottobre 2006 una delegazione della RdB/CUB P.I. è stata ricevuta al ministero della Giustizia dal sottosegretario con delega al personale, on. Ligotti.
La delegazione RdB/CUB era composta, oltre che da alcuni rappresentanti nazionali, da una rappresentanza delle varie tipologie di lavoratori precari presenti all’interno del ministero: ex lsu, tempo determinato (settimini), co.co.co. delle ditte estenalizzate.
E’ stato rappresentata la situazione di forte disagio e di estrema funzionalità del personale precario per assicurare livelli di efficienza accettabili negli uffici giudiziari.
Sono state affrontate nello specifico le problematiche dei circa 1700 ex lsu che da quasi dieci anni prestano servizio con rinnovi annuali del contratto e che hanno ormai acquisito una professionalità a cui l’amministrazione difficilmente può rinunciare se non a costo di pesanti disfunzioni.
I contratti a tempo determinato per una durata massima di 7 mesi (da qui il nomignolo "settimini") sono l’ultima trovata di una amministrazione strozzata da una mole di lavoro che la porta sempre più di frequente agli onori della cronaca e il divieto di assumere imposto dal blocco del turn over; il dramma è che a questi lavoratori non viene rinnovato il contratto per cui alla scadenza vengono brutalmente messi alla porta, perdendo l’amministrazione così tutta la professionalità acquisita da questi lavoratori e trovandosi nella condizione di formare nuovamente delle professionalità per i nuovi contratti a cui è costretta a ricorrere.
Altro capitolo è quello relativo al personale dipendente da ditte che assicurano servizi, propri dell’amministrazione, che sono stati esternalizzati con appalti al massimo ribasso e perciò inquadrati con contratti co.co.co. e legati a doppio filo al rinnovo degli appalti. Stiamo parlando di servizi delicati quali la gestione del casellario giudiziario presso le procure, la trascrizione delle udienze o i servizi informatici della DNA, che non giustificano in alcun caso il ricorso a ditte esterne ma abbisognano di personale fidato e legato all’amministrazione in modo esclusivo.
A queste testimonianze va aggiunto il disagio esistenziale di questo personale precario (ormai avanti negli anni) nel lavoro e nella vita, a cui è impedito di progettare il proprio futuro e a cui è negata anche una vecchiaia serena.
Il sottosegretario Ligotti ha preso atto di quanto rappresentato e si è detto disponibile a ricercare soluzioni anche se queste non possono che venire da atti concreti del governo che preso atto del fenomeno deve, testuali parole, "operare una profonda riflessione e una inversione di tendenza".

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RESOCONTO DELL’INCONTRO CON IL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA NICOLAIS

Il giorno 6 Ottobre , durante la Manifestazione Nazionale che ha visto oltre 35.000 precari in piazza, si è tenuto un’incontro alla Funzione Pubblica con il Ministro Nicolais.
All’incontro era presente una delegazione di rappresentanti dei Lavoratori precari e delle RdB/Cub così composta:Paola Palmieri e Daniela Mencarelli Direzione Nazionale RdBCub P.I., Carmela Bovino Coordinamento Nazionale Federazione RdB-CUB, Massimo Berto Vigili del Fuoco Coordinamento Regionale Lombardia, Stefano Cecchi Federazione Regionale Toscana, Teresa Pascucci Sanità Coordinamento Regionale Lazio, Cristiano Fiorentini Ricerca e Roberto Betti Enti Locali Coordinamento Nazionale RdB-CuB P.I. Marco Lorito Agenzie Fiscali Coordinamento Nazionale Precari RdB-CUB, Massimo Solferino Ministeri Coordinamento Nazionale RdB-CUB P.I.
In apertura dell’incontro Paola Palmeri ha evidenziato i contenuti della piattaforma di mobilitazione del 6 e chiesto che alla luce dell’adesione sia allo sciopero che alla manifestazione di centinaia di migliaia di precari ci fosse da parte del Ministero della Funzione Pubblica e del Governo una più decisa presa di posizione per affrontare il problema del precariato a partire dalla finanziaria, giudicata del tutto insufficiente a delineare una soluzione complessiva per gli oltre 500.000 precari presenti con vari contratti nella pubblica amministrazione in tutti i comparti e in settori strategici per l’erogazione di servizi pubblici. Inoltre si è messo in evidenza che le risorse stanziate per la trasformazione dei contratti a tempo determinato nelle amministrazioni statali sono gli stessi già stanziati dal precedente Governo, insufficienti a dare soluzione a tutti i Lavoratori e inseriti in un contesto di ulteriori tagli dei servizi pubblici, privatizzazioni e non copertura del tour over.
Gli altri componenti della delegazione hanno evidenziato che i provvedimenti previsti in finanziaria sono assolutamente insufficienti perché prevedono, con uno scarso finanziamento, una soluzione limitata ai soli tempo determinato tenendo fuori tutte le tipologie contrattuali maggiormente presenti nel pubblico impiego e cioè interinali, co.co.co. e co.co. pro., LSU/LPU, cantieristi, ecc., e affidando alle compatibilità di bilancio – soprattutto in sanità ed enti locali – la soluzione di un problema che investe centinaia di migliaia di lavoratori e famiglie e che richiederebbe, invece, visti anche i proclami della campagna elettorale, una sanatoria generalizzata e il blocco di ulteriori contratti precari e l’abrogazione del pacchetto treu.
Inoltre si sono messe in evidenza le situazioni specifiche dei precari degli enti locali, ricerca e sanità, dei precari di agenzie fiscali, giustizia, parastato, forestali e difesa, dei discontinui dei VV.F., l’enorme spreco di risorse rappresentato dalle esternalizzazioni, con i casi simbolo dei 15.000 ex-lsu delle scuole e dell’appalto atu in Grazia e Giustizia, chiedendo anche che si desse risposta in merito alla scadenza dei contratti entro la fine del 2006, anche attraverso una proroga generalizzata finalizzata alla progressiva trasformazione dei contratti a tempo indeterminato.
Il Ministro, dal canto suo, ha illustrato i termini dell’intervento del Governo, con la Finanziaria, in materia di precariato finalizzato a trasformare a tempo indeterminato i contratti dei lavoratori a tempo determinato con una anzianità di 3 anni di servizio e con contratti stipulati a seguito dello svolgimento di selezioni pubbliche del comparto stato, parastato e agenzie fiscali nella misura di 8.000 unità circa per il 2007 e del 40% del tour over per il 2008-2009 e i 150.000 precari della scuola in tre anni, lasciando alla discrezionalità e alle disponibilità di bilancio nell’ambito delle più generali riduzioni di spesa tutti gli Enti dotati di autonomia.
In conclusione le Rappresentanze sindacali di base hanno chiesto l’apertura di un tavolo vero che proponga soluzioni per tutti e coinvolga i ministri interessati, a partire da quello dell’economia, nonché i rappresentanti della conferenza stato regione comuni, la sanatoria di tutte le situazioni di illegalità dello stato, a partire dal lavoro nero dei lsu/lpu fino ai contratti atipici utilizzati, in realtà, per la copertura di carenze di organico e di servizi essenziali e duraturi, la contrattualizzazione e proroga generalizzata degli stessi e l’avvio delle reinternalizzazioni.
Il ministro ha dato disponibilità all’apertura del tavolo ma senza assumere nessun impegno sulla possibilità di una sanatoria circa i contratti non stipulati a seguito di procedure concorsuali e interinali e co.co. considerati esterni all’amministrazione.

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Incontro al Ministero del Lavoro

Al Ministero del Lavoro hanno partecipato i delegati di Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, una rappresentanza di sindaci e per il Ministro il Segretario particolare Dott. Burgo e il Capo della Segreteria, On.Battafarano.
Rdb ha posto subito l’accento sul riconoscimento della rappresentanza sindacale e un impegno del Ministero a convocare RdB finora esclusa dai tavoli di trattativa.
Emidia Papi ha ricordato come nel precedente Governo di centro sinistra RdB ha dato un contribuito sostanziale alla predisposizione del Piano di stabilizzazione dei Lsu del Ministero del Lavoro in accordo con il Sottosegretario Morese.
Ancora Emidia Papi ha evidenziato come la precarietà sia diffusa nella pubblica Amministrazione e che questo Governo, con i provvedimenti previsti in finanziaria, assolutamente insufficienti ad aggredire e risolvere il problema, continua a rinviare.
E’ stato posto il problema della proroga delle attività e del lavoro nero dei lsu/lpu che da 10 anni sono senza contratto e contributi, (per lpu anche senza assegni familiari) per i quali RdB ribadisce la necessità di un confronto specifico sul tema per trattare il nodo della contrattualizzazione, della contribuzione previdenziale vera, della riunificazione in un bacino unico lsu/lpu con pari diritti, per assunzioni in deroga, prepensionamenti e adeguamento dell’assegno.
La delegata della Campania, ex lsu "stabilizzata" con la SMA (società creata ad hoc per fruire di incentivi) oggi in mobilità, ha denunciato chiaramente come questo tipo di finte stabilizzazioni sono servite a dirottare ingenti risorse alle aziende con costi triplicati rispetto all’assunzione diretta nei comuni senza raggiungere l’obiettivo della definitiva stabilizzazione.
Il sindaco di Locri, conferma l’impossibilità dei comuni a stabilizzare tutti i lavoratori e sollecita un intervento del Governo centrale per garantire al personale lsu l’assunzione presso gli enti utilizzatori.
La delegazione di Napoli ha chiesto al ministero di effettuare controlli sulla operazione dei corsi di formazione per i disoccupati (Progetto Isola) finanziati dalla Regione Campania e che saranno gestiti da società che potrebbero non averne i requisiti.
Si è affrontato il tema caldo dei lavoratori call-center di Inps e Inpdap di Bari.
L’On. Battafarano, delegato dal Ministro Damiano, con tono conciliante rassicura sulle relazioni sindacali, e informa che sarà garantita la proroga dei progetti lsu, emendamenti in favore dei lsu sono ancora in fase di studio.
Per Battafarano la posizione del Governo sulla precarietà è riscontrabile nelle scelte a favore della stabilità e nei provvedimenti previsti in Finanziaria:

· Cuneo fiscale alle imprese per assunzioni a tempo indeterminato
· Interventi sulla trasformazione parasubordinati con creazione di un fondo (plaude l’accordo-cappio sui call-center).
· Saranno istituiti tavoli di confronto con OO.SS. per la riforma degli ammortizzatori sociali.
· Emersione del lavoro nero
· Modifica della legge 30

Nel Pubblico Impiego il Governo ha previsto con la Finanziaria il superamento del blocco delle assunzioni, il divieto di ricorso al Co.co.co, modifica del 368/97 con revisione delle causali.
A quanto pare il Governo non ha alcuna intenzione di mettere in discussione la legge Treu, madre del precariato nella Pubblica Amministrazione, e di fronte alla contraddizione del lavoro nero nelle pubbliche amministrazioni, oltre ad un ovvio disagio, il Governo ancora non da risposte.


7 ottobre 2006 - Il Manifesto

La prima volta in piazza del «precariato di stato»
Sciopero e manifestazione nazionale a Roma degli «instabili» della pubblica amministrazione. 35.000 persone al corteo promosso dalle Cub-RdB
di Francesco Piccioni

Roma - Eccoli qui i precari in carne e ossa. Quelli che non corrispondono alle analisi sociologiche fatte in loro nome e che ti sbattono in faccia all'improvviso una condizione invivibile.
E' il primo sciopero nazionale dei precari della pubblica amministrazione. Ed è riuscito «al di là di ogni più rosea previsione», spiega ancora emozionato Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della Cub-RdB, il sindacato di base che l'ha organizzato. Per la manifestazione a Roma «ci aspettavamo un 15.000 persone, ma ne sono arrivate più del doppio». La Cub parla di 35.000 partecipanti al corteo. E il colpo d'occhio di chi è allenato ai cortei vede che la realtà non è distante da questa cifra.
Gli striscioni distribuiti alla partenza da un grande tir che manda musica «militante» («ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia lu bastoni e tira fori li denti...»), sono tutti contro il «lavoro nero» e «il precariato di stato». Alla fine il corteo si ferma sotto il ministero della funzione pubblica e tre delegazioni partono per parlare con il ministro Nicolais e due sottosegretari (uno alla giustizia e l'altro alla sanità).
E allora vediamoli questi precari, «invisibili» come persone, di cui tutti parlano come di una categoria economica astratta. Ce ne sono in tutti i mestieri che tengono in piedi l'apparato dello stato. Sono informatici, infermieri, impiegati, vigili del fuoco, operai della forestale e lsu. E altro ancora. Gente di tutte le età, dai venti ai sessant'anni, con livelli di istruzione differenti, lavoratori dotati di braccia e di conoscenza. Ma inestricabilmente uniti da una condizione unica. Nonostante abbiano anche forme contrattuali differenziatissime (a progetto, a somministrazione, cococo, a tempo determinato, ecc), si sentono e si muovono come una tribù unita. Tra loro anche diversi «fortunati» già assunti stabilmente, o che lo sono stati negli ultimi mesi. Portano solidarietà ai colleghi che da oggi non possono essere definiti «più deboli»: per quanto precari, e quindi più ricattabili, hanno trovato la forza di lottare.
Sono una parte essenziale della macchina statale, che da anni ha bloccato le assunzioni «per risanare il bilancio», ma che poi - per funzionare - ha inserito personale senza diritti. Seicentomila in tutto, stimano alla Cub. Comunque centinaia di migliaia, ammettono le cifre ufficiali, incomplete. Assumerli, peraltro, non aggraverebbe le finanze pubbliche: già ora vengono pagati dallo stato. Anzi: questo spende in alcuni casi anche più di quanto non farebbe assumendoli. Lo spiega una «somministrata» napoletana: «1.000 euro per lo stipendio, più altrettanti per la società che mi ha mandato nell'ente locale».
Una posizione particolare ce l'hanno i precari che lavorano per il fisco e il catasto. Se i loro uffici funzionano bene, lo stato incassa di più. Ma la finanziaria appena presentata rischia di complicare diverse cose. Il catasto, per esempio, dovrebbe passare ai Comuni. Ma in quelli più piccoli non ci sono le competenze per gestirli; e già ora ricorrono a società private. La polverizzazione localistica, poi, compromette l'omogeneità e l'oggettività dei criteri con cui vengono decisi (e dovranno essere rivisti) gli estimi immobiliari. Il ventilato «criterio di mercato» (parametrare le rendite catastali agli effettivi valori di mercato) potrebbe far impennare in modo esponenziale la tassazione Ici; con incalcolabili ripercussioni sociali.
Caotica la situazione del fisco, che rappresenta il cuore dello «stato moderno». Qui il Dipartimento alle politiche fiscali dovrebbe controllare e coordinare un meccanismo composto di società private (l'ex Sogei, la Sose, la Riscossioni spa, i Monopoli) e pubbliche, per un totale di 60.000 addetti. La finanziaria prevede una legge delega per promuovere una ristrutturazione dal profilo ancor aignoto. Ma in quale direzione? Verso un'ulteriore «privatizzazione» o in quella opposta? Viene alla mente - e lo citano - il servizio di riscossione in Sicilia ai tempi dei fratelli Salvo.
Anche l'amministrazione della giustizia solleva gravi interrogativi. Società private gestiscono funzioni delicatissime, come il casellario giudiziario e persino le banche dati di alcuni tribunali. Ufficialmente dovrebbero solo «supportare» tecnicamente gli operatori del ministero, appositamente «formati». In realtà si trovano a fare lo stesso lavoro, anche di inserimento e controllo dei dati. Pensi al fatto che dei «privati» - quasi sempre con contratti a progetto, oppure «liberi professionisti» a partita Iva - possono metter mano ai dati sensibili di ognuno di noi e... ti viene in mente il business di Tavaroli e lo spionaggio Telecom.
Guardi tutta questa gente e un po' ti tranquilizzi. E' bene che il problema della precarietà entri con forza - e numeri - nella dialettica altrimenti «astratta» tra paese e governo. E' insomma un bene che la prima manifestazione di piazza, di fatto «contro» questo governo, abbia un segno così chiaramente di sinistra. C'è ancora spazio e tempo per far mutare di segno le politiche sociali.

E poi sciopero generale

Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride. Ha aderito il Comitato dei Precari del call center Atesia, «a segnare l'unità di lotta fra il settore pubblico e privato». La prossima tappa del percorso per «cancellare il precariato e far riscrivere la Legge Finanziaria» sarà lo sciopero generale del 17 novembre prossimo. Assieme alla Cub-RdB scenderanno in piazza anche i Cobas. Ma da qui ad allora la lista potrebbe allungarsi.


7 ottobre 2006 - La Stampa web

Sciopero, precari pubblici in piazza a Roma
Secondo gli organizzatori in 35mila hanno manifestato per le vie della capitale

Lavoratori precari della Sanità, dei Vigili del Fuoco, degli Enti Locali, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, ma anche dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati, sono giunti in 35.000 a Roma da tutta Italia per il primo sciopero nazionale di tutto il precariato del Pubblico Impiego.
«No al lavoro nero, no al precariato di stato: assunti tutti, assunti subito, assunti davvero» recitava lo striscione di apertura del corteo, che ha percorso ieri le strade di Roma. Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi Sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride, ed ha aderito il Comitato dei Precari del call center Atesia, a segnare l’unità di lotta fra il settore pubblico e privato. «Questo primo sciopero nazionale non è solo un importante punto di arrivo, ma è soprattutto l’avvio della lotta per cancellare il precariato far riscrivere la Legge Finanziaria: proseguiremo con lo sciopero generale del 17 novembre prossimo», ha dichiarato il Coordinatore nazionale RdB-CUB Pierpaolo Leonardi, che dal palco ha rinnovato la solidarietà della Confederazione Unitaria di Base ai giornalisti in sciopero.
Presso il Ministero della Funzione Pubblica una delegazione ha incontrato per oltre un’ora il Ministro Nicolais. Pur nella diversità di posizioni si è convenuto sulla necessità di aprire un tavolo permanente sulla precarietà presso lo stesso Ministero, a cui, su richiesta dell’RDB-CUB, dovranno partecipare tutti i Ministeri interessati dal fenomeno, nonché la Conferenza delle Regioni per quanto attiene gli enti locali. In un incontro al Ministero del Lavoro, cui hanno partecipato anche i cinque sindaci della Locride, il Governo si è impegnato a riproporre sotto forma di emendamento il finanziamento ai fondi per la prosecuzione dei progetti LSU. Altri tre incontri si sono svolti presso altrettanti Ministeri: Giustizia, Sanità, Istruzione.


7 ottobre 2006 - Libero

Sciopero e cortei La città va in tilt
Caos in centro anche per la contemporanea manifestazione dei precari del pubblico impiego

Roma - Centro bloccato ieri per tutta la mattinata. La concomitanza dello sciopero dei mezzi pubblici e la contemporanea manifestazione dei precari delle rappresentanze sindacali di base (Rdb) ha mandato la città in tilt. Lo confermano anche i vigli del I gruppo, quelli del centro storico, che hanno faticato non poco per gestire una situazione caotica che ha avuto l'apice nella prima mattinata e si è poi conclusa con il passare delle ore. Dalle nove piazza della Repubblica si è riempita di precari. I primi ad arrivare sono stati quelli dei vigili del fuoco. Numerosi anche i precari del comune di Roma, soprattutto delle materne, degli asili nido e delle scuole. I primi striscioni: "Sinistra o destra, precari si resta", "20 anni di precariato vi bastano?", "Abrogare la legge 30 e il pacchetto Treu", "No alle spese militari". Verso le 10.30 la piazza è piena, nonostante manchino ancora molti lavoratori bloccati, anche loro, con i pullman nel traffico. Poco dopo il corteo si è mosso verso piazza dei Cinquecento. Teresa Pascucci delle RdB Sanità: «Anche i lavoratori della sanità sono direttamente colpiti dalla precarietà, sia per quanto riguarda i tecnici che gli infermieri che i tecnici. Molti servizi vengono appaltati all'esterno della pubblica amministrazione. I lavoratori sono qui per chiedere un diritto che non è solo loro ma che è di tutti i cittadini. Il lavoro precario nella sanità rende precaria la salute. La manovra economica prevede una mannaia sulla Sanità con milioni di euro di tagli. Nella regione Lazio il piano di riordino della rete ospedaliera prevede il taglio di migliaia di posti letto con un danno enorme per i cittadini. Se si va alla chiusura di reparti e di interi ospedali le conseguenze negative ricadranno non solo sui precari ma anche sui lavoratori anche garantiti. Nella finanziaria si prevede in teoria la stabilizzazione del precariato anche con procedure dirette ma con il taglio dei fondi agli enti locali alla sanità quella misura viene praticamente resa vana dalla mancanza di risorse economiche». Alle 11,30 la testa del corteo è già in via Cavour, mentre piazza della Repubblica è ancora piena. Il corteo è composto anche da Francesco Caruso del Prc e da Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori. Poco dopo mezzogiorno la testa del corteo ha già raggiunto via delle Botteghe Oscure. Anche gli occupanti del centro sociale Angelo Mai, sgomberati dalle forze dell'ordine mercoledì scorso, hanno occupato un nuovo edificio nei pressi di piazza Venezia. Molti dei partecipanti al corteo hanno potuto leggere gli striscioni appesi dagli occupanti tra i quali "Museo dello sfrattato". Molto visibili soprattutto i vigili del fuoco con le loro divise. Anche loro chiedono la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro in un contesto caratterizzato da una carenza di organico ma al tempo stesso dalla presenza di migliaia di operatori precari.(G.D.C.)


10 ottobre 2006 - Il Grecale

Pubblico Impiego, a Roma in 35mila contro il precariato
Tra i manifestanti anche una numerosa rappresentanza dei lavoratori della Sanità della regione Puglia. Il responsabile del coordinamento della provincia di Foggia Antonio Di Gemma è stato ricevuto dal sottosegretario Gian Paolo Patta
di Laura Armillotta

Foggia - Erano circa 35mila i manifestanti che lo scorso 6 ottobre sono scesi in piazza a Roma provenienti da tutta Italia per il primo sciopero nazionale di tutto il precariato del Pubblico Impiego organizzato dalla RdB/CUB Pubblico Impiego. Insieme ad una delegazione di responsabili sindacali della RdB, il responsabile del coordinamento della provincia di Foggia Antonio Di Gemma, è stato ricevuto al Ministero della Salute, dal sottosegretario Gian Paolo Patta e dal dottor Viggiani. Nell’incontro si è evidenziato che la questione "precariato" deve essere affrontata con la costituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero della Funzione pubblica, a cui deve partecipare anche il Ministero della Salute, quale responsabile di circa l’80% del precariato. Il Sottosegretario ha evidenziato l’intento politico del Governo di affrontare il problema, mettendo in campo alcune soluzioni come l’eliminazione del blocco delle assunzioni, l’aumento del costo dei contributi per Co.Co.Co e apprendisti, che incoraggerà l’instaurazione di rapporti di lavoro subordinato e stabile, ed infine, l’articolo 60 della finanziaria, riguardo le disposizioni in materia di personale del SSN , con la possibilità di rivedere le consistenze e le nuove piante organiche. A seguito delle numerose deleghe date alle Regioni in materia sanitaria , nel colloquio, è stata evidenziata la necessità di una Conferenza Stato - Regioni per la risoluzioni di problematiche complesse. Per quanto riguarda, invece, la situazione della regione Puglia "la presenza di un governo regionale di Sinistra –ha evidenziato Antonio Di Gemma- ha inizialmente fatto ben sperare in una soluzione agevole al problema del precariato e sembrava che la leggeregionale 20 del 2005 andasse in quella direzione. Purtroppo però -ha proseguito Di Gemma- i concorsi vanno a rilento e non tutte le aziende sanitarie si sono attivate ad evidenziare le carenze e a bandire i concorsi. Ormai molti dei lavoratori partecipanti ai bandi di concorso, hanno perso l’anzianità di iscrizione al collocamento, sono quasi tutti di età avanzata, e hanno una esperienza nelle aziende sanitarie di oltre 10 anni". La dimensione del problema su Foggia e su Bari è di circa 300 lavoratori per entrambe le province. "Su Bari abbiamo l’ASL BA/4 e il Policlinico di Bari, su Foggia abbiamo gli OORR e l’ASL FG/3 – ha ricordato Antonio Di Gemma- e in queste aziende devono essere trovate le soluzioni con l’istituzione di un tavolo per definire le tappe per la stabilizzazione definitiva di questi lavoratori". Il prossimo sciopero generale è previsto per il 17 novembre.


9 ottobre 2006 - Il Paese delle donne

A Roma la prima manifestazione nazionale del precariato pubblico
Assunzioni subito, assunzioni vere
di Maria Russo

Il 6 ottobre scorso 35.000 lavoratori e lavoratrici precari/e della pubblica amministrazione hanno manifestato a Roma contro la precarietà.
"No al lavoro nero, no al precariato di Stato: assunti subito, assunti davvero" era lo slogan dello striscione di apertura del corteo. Migliaia di bandiere RdB - CUB (Rappresentanze sindacali di base - Confederazione Unitaria di base, e nulla più... si tratta del primo sciopero nazionale del precariato del pubblico impiego e il numero elevato delle adesioni non ha tradito le aspettative a dispetto dei grandi assenti.
Da tutta Italia si sono riversati sulle strade della capitale - bloccata dallo sciopero dei trasporti pubblici - i lavoratori e le lavoratrici precari/e della Sanità, dei Vigili del fuoco, degli Enti Locali, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, ma anche dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati. E insieme a loro hanno manifestato numerosi Sindaci, fra cui 5 primi cittadini della Locride.
La manifestazione partita da Piazza Esedra alle 10 è arrivata davanti al Ministero della Funzione Pubblica intorno alle 12:30. Peccato che non tutti i manifestanti siano riusciti a raggiungere Piazza Sant’Andrea della Valle a causa del cantiere aperto per le ricerche archeologiche della metropolitana, per ascoltare i numerosissimi interventi dei lavoratori che si sono susseguiti per oltre due ore.
Dal palco sono giunte testimonianze di precarietà nei diversi settori del pubblico impiego. Una precaria medico di una Usl della regione Emilia Romagna ha domandato come possa essere possibile accorciare le liste d’attesa se la maggior parte del personale medico e paramedico è perlopiù precario, con contratti di tre o sei mesi. Il disagio è privato, di ogni singolo lavoratore/trice, e pubblico, dell’utenza che aspetta mesi per una visita.
La maggior parte degli intervenuti ha criticato fortemente la finanziaria. L’aliquota contributiva del lavoro atipico sale dal 18% al 23%. Con questa manovrina - che alza l’aliquota ma non fissa i salari - lavoratori e lavoratrici precari/e, oltre a non raggiungere neanche dopo 20 anni di lavoro una pensione di 400 euro, percepiranno salari più bassi (per esempio: un attuale salario di 1.000 euro scenderà a 900 euro)perché "sicuramente i datori di lavoro si rifaranno su di noi"! Il governo si è dimenticato delle parti sociali.
"Parlate coi lavoratori"!
Parole di solidarietà sono arrivate da parte di una rappresentante del centro sociale Angelo Mai (sgombrato dal quartiere Monti di Roma pochissimo tempo fa) e di un rappresentante del Comitato dei Precari del call center Atesia che, aderendo allo sciopero, ha dato prova dell’unità di lotta fra il settore pubblico e privato.
"Questo primo sciopero nazionale non è solo un importante punto di arrivo, ma è soprattutto l’avvio della lotta per cancellare il precariato, far riscrivere la Legge Finanziaria: proseguiremo con lo sciopero generale del 17 novembre prossimo". ha dichiarato il Coordinatore nazionale RdB-CUB Pierpaolo Leonardi.
Nel frattempo le delegazioni dei lavoratori hanno raggiunto il Ministero di Giustizia, il Ministero della Sanità, il Ministero dell’Istruzione e il Ministero del lavoro per un incontro. Presso il Ministero della Funzione Pubblica una delegazione ha incontrato il Ministro Nicolais. "Pur nella diversità di posizioni si è convenuto sulla necessità di aprire un tavolo permanente sulla precarietà presso lo stesso Ministero, a cui, su richiesta dell’RDB-CUB, dovranno partecipare tutti i Ministeri interessati dal fenomeno, nonché la Conferenza delle Regioni per quanto attiene gli enti locali".
Mi piace pensare che il prossimo 17 novembre scenderemo in piazza a milioni, precari/e del pubblico e del privato, lavoratori/trici a tempo indeterminato, e studenti, perché conosciamo i nostri diritti e il valore della democrazia.


9 ottobre 2006 - Centumcellae news

I corsisti ricevuti dal Min. Damiano
Insieme alla delegazione che ha partecipato a Roma alla manifestazione nazionale contro il precariato

CIVITAVECCHIA - Si è svolta venerdì scorso, a Roma, la manifestazione nazionale contro il precariato. Circa 35.000 persone, partendo da piazza della Repubblica, hanno sfilato pacificamente per le vie della capitale con striscioni molto significativi e con una colorita coreografia di bandiere, palloncini, cartelli e slogan.
Lo sciopero e la manifestazione, fatta da migliaia di giovani prime vittime del lavoro precario, ha permesso con la forza dei numeri che tre delegazioni Sindacali della RDB-CUB e dei Lavoratori siano state ricevute dai rispettivi Ministri della Sanità, della Funzione Pubblica e del Lavoro.
Presente a Roma anche una delegazione di Civitavecchia, composta da lavoratori precari del Pubblico Impiego (Asl, Scuole, Enti Locali, Agenzie dell’Entrate, Inps, Inail e VV.FF.) rappresentanti della COOP. "Anni Verdi" e i dei Corsisti Interporto di ICPL e RCT.
E proprio un rappresentante dei corsisti è stato ricevuto insieme con la delegazione dal Ministro del lavoro Cesare Damiano il quale, sulla loro problematica, si è impegnato entro la fine della prossima settimana a concordare un’ulteriore incontro per approfondire la questione e risolverla insieme a tutti i soggetti interessati.


9 ottobre 2006 - Il Tempo

Incontro a Roma con Damiano
Corsisti Interporto Interviene il Ministro

Roma - ANCHE il Ministro del Lavoro Cesare Damiano è stato chiamato in causa nella delicata vicenda dei corsisti dell’interporto. Infatti un rappresentante dei corsisti è stato ricevuto dal Ministro il quale, sulla loro problematica, si è impegnato entro la fine della prossima settimana a concordare un’ulteriore incontro per approfondire la questione e risolverla insieme a tutti i soggetti interessati. Il rappresentante si è presentato insieme alla delegazione sindacale della Rdb-Cub, ricevuta da Damiano: nel corso dello sciopero nazionale dei lavoratori precari e della relativa manifestazione che si è svolta venerdì a Roma, infatti, tre delegazioni di sindacati e lavoratori sono state ricevute dai rispettivi Ministri della Sanità, della Funzione Pubblica e del Lavoro. Dopo le manifestazioni di protesta nel corso dei consigli comunali e sotto palazzo del Pincio, dopo gli incontri con il sindaco Saladini, con l’assessore allo Sviluppo e Lavoro Mauro Mazzoni e con l’amministratore delegato di Icpl, Ferdinando Bisonte, adesso potrebbe aprirsi un nuovo spiragli per il futuro dei 160 corsisti di Icpl.


9 ottobre 2006 - Il Messaggero

Anche la Rdb locale ricevuta dal ministro

Civitavecchia - Alla manifestazione dei lavoratori precari, a Roma venerdì, nella delegazione proveniente da Civitavecchia oltre ai precari del Pubblico Impiego (Asl, scuole, enti locali, Agenzie dell’entrate, Inps, Inail e vigili del fucoo) hanno sfilato insieme con i propri striscioni le rappresentanti della Coop. "Anni verdi" e dei corsisti Interporto di Icpl e Rct. Soddisfazione per i corsisti e la nostra Rdb Cub di Civitavecchia in quanto un rappresentante è stato ricevuto insieme con la delegazione dal Ministro del lavoro il quale, sulla loro problematica, si è impegnato entro la fine della prossima settimana a concordare un’ulteriore incontro.


9 ottobre 2006 - Il Quotidiano della Calabria

Anche il sindaco di Locri con loro a Roma
Lsu-Lpu a Roma per avere certezze

Con la prima manifestazione a Roma di giorno 6, al grido di "no al lavoro nero, no al precariato di Stato: assunti tutti, assunti subito, assunti davvero", gli Lsu-Lpu della Locride ed i precari di tutta Italia iniziano ad ottenere prime concrete risposte.
Tra le migliaia di precari, insieme ai lavoratori precari della Sanità, dei Vigili del Fuoco, degli Enti Locali di tutta Italia, delle Agenzie Fiscali e della Scuola, della Ricerca e dei Ministeri, dei dipendenti delle cooperative appaltatrici dei servizi esternalizzati vi erano anche un centinaio di giovani appartenenti al Comitato per la Difesa dei Diritti dei Lsu-Lpu della Locride sostenuti in questa battaglia non solo dal sindaco di Locri, Francesco Macrì giunto a Roma insieme all'assessore comunale al personale Leone, ma anche quello di Ardore, Giuseppe Campisi,ed il vicesindaco di Staiti, Nino Cristiano. Tutti dopo aver aderito in maniera ufficiale alla manifestazione portando le fasce delle proprie città. Il sindaco di Locri, Macrì, in particolare, ha rappresentato in maniera egregia la Locride "che vuole cambiare" facendo sfilare nel corteo il gonfalone della città e ricevendo per questo i ringraziamenti di tutti i precari italiani. L'azione sinergica tra rappresentanti istituzionali e precari, oltre che a quella sindacale, ha fatto conseguire un importante risultato per la risoluzione della grave questione del diritto al lavoro. Infatti, nel corso dell'incontro che la delegazione sindacale, comprendente anche i rappresentanti degli RdU-CBU e quelli del Comitato per la Difesa dei Diritti degli Lsu-Lpu della Locride, ha avuto a Palazzo Guidoni con il capo della segreteria tecnica del ministro del Lavoro,onorevole Damiano, Govanni Battafarano e Camillo Burgos,segretario particolare del ministro sono stati indicati alcuni "correttivi" alla finanziaria.
L'onorevole Battafarano, nell'evidenziare che il governo avrà un occhio particolare per la Calabria,relativamente alla questione Lsu-Lpu, ha affermato che sono già pronti degli emendamenti alla finanziaria.In particolare non solo saranno stanziati per gli Lsu circa 150 milioni di euro e sarà rifinanziato il Fondo per l'Occupazione,ma saranno anche introdotte delle norme a favore dei piccoli comuni al di sotto dei 5000 abitanti che vogliano stabilizzare i lavoratori.
Inoltre ha garantito che la questione non si fermerà solo introducendo correttivi alla Finanziaria,ma da gennaio sarà costituito un tavolo di lavoro permanente tra il Ministero del Lavoro gli Enti Locali e i Sindacati tra cui anche le RDB-CUB dove vi sono i Rappresentanti del Comitato per la difesa dei diritti dei lsu lpu della Locride per la risoluzione del precariato calabrese. Il ministro del Lavoro,Damiano,si è poi incontrato con il sindaco di Locri,Francesco Macrì,ed i rappresentanti del Comitato degli Lsu-Lpu locrideo,Antonio Trifoli e Samanta Speranza.
Il Sindaco di Locri, Francesco Macrì, nel suo intervento ha esposto le difficoltà che le Amministrazioni Comunali hanno nel gestire la problematica dei Lsu-Lpu. In particolare ha chiesto un intervento da parte del ministro affinchè si possano stabilizzare tutti i lavoratori anche in Enti diversi dal comune viste le problematiche relative alle esigue piante organiche. Ha chiesto inoltre un occhio di riguardo per la Locride, zona super disagiata in una regione disagiata.
Antonio Trifoli, nel suo intervento, ha messo in risalto l'aspetto della legalità. Non è possibile, ha affermato, "che lo Stato sia presente nella Locride in occasione di parate come quella che è avvenuta e avverrà di nuovo in occasione dell'anniversario dell'uccisione dell'on Fortugno per affermare la propria lotta contro l'illegalità quando è proprio lo Stato a garantire nella locride e in tutta la Calabria lavoro in nero legalizzato.
Tutto ci è stato confermato anche dal super prefetto dottore De Sena inviato per reprimere l'illegalità in Calabria.Assurdo,- ha continuato sempre Trifoli-, che il presidente Prodi con la finanziaria da approvare in questi giorni voglia combattere in maniera dura e repressiva il lavoro nero messo in atto dai i privati quando è proprio lui , e lo Stato che rappresenta, a garantire in Calabria il lavoro nero nelle pubbliche amministrazioni .". Trifoli ha anche messo in evidenza le innumerevoli illegalità commesse nella gestione decennale dei lsu -lpu in Calabria.Innanzi tutto ha affermato che occorre "passare ad una legislazione imposta dallo Stato altrimenti il problema non verrà risolto." E questo perché "tranne alcuni Sindaci,(Locri, Ardore, Staiti, sicuramente), che si sono comportati in maniera straordinaria restando al nostro fianco per tutta la durata della manifestazione, ve ne sono altri invece che non garantiscono nemmeno i più elementari diritti ai lavoratori.
Questi,-ha aggiunto Trifoli-, non assumeranno mai Lsu -Lpu perchè guardando alla triste politica del loro orticello sfrutteranno i lavoratori per erogare i servizi essenziali a costo zero e dirottando somme per politiche clientelari .".Il ministro Damiano ha affermato che le istanze della Locride e della Calabria intera saranno portate all'attenzione del Governo rassicurandoli in merito all'esito degli emendamenti relativi la stabilizzazione dei precari che saranno portati in Finanziaria.


Galleria fotografica sul sito del MEF
Lo spezzone dei Vigili del Fuoco
Galleria fotografica sul sito Agenzie Fiscali


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