ANCR-IVU: GRAZIE A MANIFESTAZIONE FISSATO INCONTRO CON PALAZZO CHIGI

Roma -

ANCR-IVU: DA RdB NESSUN METODO SQUADRISTA, SONO LAVORATORI ESASPERATI DA TRE ANNI DI MANCATE RISPOSTE

 

Le RdB-CUB, sindacato ampiamente maggioritario all’interno dell’ANCR-IVU, respingono la definizione di assalto squadristico e antidemocratico di cui è stata tacciata la manifestazione delle guardie giurate avvenuta questa mattina davanti alla Camera dei Deputati e continuano a sostenere la giusta protesta dei lavoratori dell’ANCR-IVU, esasperati da tre anni di mancate risposte alla loro vertenza, ed ora anche senza tredicesime e a stipendio ridotto.

 

Le RdB-CUB, che si sono da subito opposte al tentativo di svendere l’Istituto di Vigilanza dell’Urbe (e dei suoi appetibili appalti) a soggetti non ben identificati, che hanno sempre sostenuto la natura pubblica dell’ANCR-IVU in quanto Ente Morale nazionale, e da ultimo hanno avversato la messa in liquidazione dell’IVU con il conseguente licenziamento degli 850 lavoratori impegnati, ricordano di avere fino ad ora interessato tutte le istituzioni responsabili: la Regione Lazio, il Ministero delle Attività Produttive, il Ministero del Lavoro e quello della Difesa, la Presidenza del Consiglio, nonché la Prefettura di Roma.

 

Da questi interlocutori non è finora giunta alcuna risposta concreta, se non quella di consentire una mera svendita dell’Istituto e dei diritti acquisiti da lavoratori che godono della Stabilità di impiego.

Non sono dunque le proteste, seppure espresse in forma accesa, da parte di lavoratori preoccupati per il loro avvenire, ma l’insensibilità e la sottovalutazione da parte del Governo e delle Istituzioni dei problemi di questi lavoratori a mettere in discussione quei principi di dialogo e di confronto che dovrebbero essere alla base dello Stato democratico.

 

 

VERTENZA ANCR-IVU: FISSATO INCONTRO CON PRESIDENZA DEL CONSIGLIO


Nel corso della manifestazione dei lavoratori dell’A.N.C.R.- Istituto Vigilanza dell’Urbe, che si è svolta questa mattina in piazza di Montecitorio, una delegazione composta dalle organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti ANCR-IVU (RdB-CUB, Sinalv-Cisal, Savip, SdL) è stata ricevuta a Palazzo Chigi dal Dott. Luigi Ferrara, Consigliere del Sottosegretario Letta, e dal Dott. Carlo Sica, Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio.

 

Da parte della Presidenza del Consiglio è giunto l’impegno a fissare nella prossima settimana un nuovo momento di confronto sulla vertenza che riguarda oltre 850 guardie giurate dello storico Istituto di Vigilanza.

 

Le RdB-CUB prendono atto con soddisfazione dell’impegno assunto, e si augurano che quella intrapresa oggi sia la strada che porti alla positiva soluzione della vertenza, tutelando i diritti e le aspettative di tutti i lavoratori coinvolti. In caso contrario si dichiarano pronte a proseguire nelle iniziative di lotta.

 

 

 


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5 dicembre 2007 - La Stampa

Gli scioperanti chiedono di rimanere ente autonomo: temono la privatizzazione
di FLAVIA AMABILE

ROMA - Erano in circa trecento, forse quattrocento, le divise e il berretto neri delle guardie giurate dell’Istituto di vigilanza dell’Urbe. Fino a quel momento si erano limitati agli slogan. Cose di ordinaria amministrazione in una manifestazione, tipo: «Capo dei capi non è né Riina né Provenzano, è Romano» Oppure: «Bersani ladrone», tanto per citare i due più grandi nemici della categoria. Erano le dieci e un quarto, quando si è sentita un’esplosione. Qualcuno ha parlato di bomba carta. Mauro Frezza, due decenni da guardia giurata sulle strade di Roma, nega. «Ma no, era solo un petardo, ce lo siamo trovati tra i piedi...» Era anche lui in piazza insieme con gli altri. Voleva fermarli, ma non ha fatto in tempo: i colleghi, tutti in divisa, hanno scavalcato le transenne e hanno iniziato a correre verso l’ingresso principale della Camera. «Ente siamo ed ente resteremo» gridavano oltre ad insulti contro i soliti Prodi e Bersani. Sono accorsi i poliziotti in servizio mentre gli assistenti parlamentari si chiedevano: «Chiudiamo?». Erano sorpresi per l’assalto da parte di uomini in divisa: non avevano mai visto nulla di simile in anni di lavoro al Parlamento.
Non hanno chiuso. «Li abbiamo fermati noi che eravamo contrari a questo tipo di protesta - racconta Mauro - e gli agenti di polizia». Divisa contro divisa, avete litigato? «No, loro facevano il loro mestiere e noi la nostra protesta, nessun problema». Sono intervenuti alcuni parlamentari dell’opposizione come Francesco Giro (Fi), e Domenico Gramazio (An). Hanno promesso che una delegazione avrebbe avuto un incontro con rappresentanti delle istituzioni e così i manifestanti sono arretrati di qualche metro. Dopo un po’ si è udita la sirena di un’autoambulanza. «Non era colpa dell’assalto né del petardo - racconta Mauro -. Uno di noi si è sentito male».
Tra scontri e incontri è andata via così la giornata di protesta delle guardie giurate dell’Istituto di Vigilanza dell’Urbe, una delle oltre 35 sigle di vigilantes romani. Sono scesi in piazza per protestare contro l’ipotesi portata avanti dal ministero per lo Sviluppo Economico di staccare l’istituto di vigilanza dall’Associazione Nazionale di Combattenti e Reduci, di cui sono una diretta emanazione, per metterlo sul mercato o trasformarlo in cooperativa. Nel pomeriggio si sono aperte le porte di Palazzo Chigi per una delegazione, formata da dipendenti Ancr-Ivu (delle sigle Rdb-Cub, Sinalv-Cisal, Savip, SdL). «Da parte della presidenza del Consiglio è giunto l’impegno a fissare nella prossima settimana un nuovo momento di confronto» sottolineano in una nota i sindacati di base Rdb-Cub. Hanno poi incontrato il prefetto di Roma Carlo Mosca che «ha assicurato il suo impegno a incontrare l’attuale commissario straordinario dell’ente e a cercare di risolvere al più presto quanto meno il problema della regolarità nel pagamento degli stipendi», ha spiegato il consigliere comunale del Partito democratico, Dario Nanni.
In un’Italia in cui lo Stato vende tutto quello che può, insomma, loro resistono. «Siamo l’ente più antico, abbiamo una storia che risale indietro nel tempo fino agli anni Trenta» - spiega Mauro. «Privatizzarci significa distribuirci fra i vari istituti romani. Due a te, due a te, come le caramelle. Si chiama spacchettamento. Il risultato? Diventeremmo come tutti gli altri, non più dipendenti di un ente semipubblico ma di società che ci farebbero diventare precari a vita. Ho venti anni di lavoro alle spalle, cinque figli, non posso permettermelo».
Solo la scorsa settimana i vigilantes aggrediti a Roma sono stati due, uno proprio dell’Istituto vigilanza dell’Urbe che ieri era in piazza. Che protezioni avete? «Una pistola - risponde Mauro - e la consapevolezza che questo è il nostro lavoro». Millecento euro al mese nei casi migliori se si lavora di giorno, duemila se si lavora di notte. Turni di dodici ore per guadagnare un po’ di più. I rischi? «Siamo una precauzione, un deterrente. Ma se vogliono aggredirci possono farlo quando vogliono. Non abbiamo altre difese se non noi stessi». In quanti fanno questo lavoro? «Sempre di meno - risponde Mauro - da noi non assumono da otto anni. Due anni fa eravamo 1200 persone, ora siamo in 850. Chi ha l’età va in pensione, chi ha un’alternativa non se la lascia scappare». Perché fare da bersaglio a mille euro al mese se si può scegliere?


5 dicembre 2007 - EPolis Roma

La protesta. Centinaia di metronotte a Montecitorio. Prossimo incontro martedì
Vigilantes, blitz alla Camera petardi e transenne sfondate
Sono 850 le guardie giurate romane dell'Istituto Vigilanza Urbe che rischiano il posto
di Cristina Carducci

Roma - Inizia alle 7.30 del mattino la giornata di ieri delle guardie giurate dell'Istituto di Vigilanza Urbe, emanazione dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. In divisa, da piazza Venezia, sfilano verso Montecitorio per essere ascoltati. Esasperati per una vicenda di ingiustizia che li vede loro malgrado, protagonisti. Esasperazione che li porta a sfondare le transenne predisposte dalle forze dell'ordine, nel tentativo di raggiungere l'ingresso della Camera. Un cordone di poliziotti riesce ad evitare il blitz, ma la rabbia esplode e cori contro il Governo riempiono l'atmosfera già tesa della piazza. C'è chi si sente male dopo lo scoppio di un grosso petardo. Un'ambulanza porta via il manifestante ma passa poco tempo e un altro è colpito da malore. Sono 850 i metronotte romani a rischio impiego, la metà in piazza a protestare sotto le bandiere dei sindacati Rdb, Savip, Sdl e Sinalv Cisal per il mancato pagamento dello stipendio di settembre e il frazionamento delle successive buste paga e per il tentativo di privatizzare l'istituto, ponendo fine di fatto alla stabilità d'impiego di cui godono per legge gli impiegati dell'ente. La conseguenza di un crack finanziario, un buco di milioni di euro che ancora deve essere giustificato e dovuto all'incapacità gestionale del management dell'A.N.C.R, come si evince dalla relazione del Commissario Giudiziale. Al ritmo di cori ed urla, i manifestanti attendono un incontro e lentamente vengono fatti indietreggiare dalla polizia. Il Senatore Domenico Gramazio (An) interviene cercando di tranquillizzare la situazione, assicurando che l'incontro ci sarà. «È una situazione incandescente cui metteremo fine - dice Gramazio - a tal proposito abbiamo già disposto un'interrogazione parlamentare». Sono le 13 quando una delegazione formata dai rappresentanti sindacali, è ricevuta a Palazzo Chigi da Luigi Ferrara (consigliere sottosegretario Letta) e Carlo Sica (vice segretario generale presidenza del Consiglio). La situazione si calma all'uscita dei delegati, che strappano l'impegno immediato del Governo per ristabilire la normale erogazione delle buste paga. Martedì fissato un nuovo incontro con i delegati.


5 dicembre 2007 - Il Messaggero

ROMA. Licenziamenti, rischio privatizzazione, mutui da pagare...
di BEATRICE PICCHI

ROMA - Licenziamenti, rischio privatizzazione, mutui da pagare: per questo oltre duecento guardie giurate dell’Istituto di vigilanza dell’Urbe hanno protestato davanti a Montecitorio, e dopo un’ora di urla, spintoni, richieste di incontri, hanno forzato le transenne e le forze dell’ordine e sono arrivati a pochi metri dal portone.
Uomini in divisa contro. Da una parte i poliziotti e i carabinieri che proteggono la Camera, che tentano di arginare la manifestazione, di placare gli animi, dall’altra gli uomini dell’Istuituto di vigilanza dell’Urbe che sventolano le buste paga, che dicono «non vogliamo più essere invisibili», che poco prima di superare le transenne fanno esplodere una bomba carta, che ripetono con le braccia incrociate «denunciateci, denunciateci».
La tensione è altissima. Due guardie giurate hanno un malore: arriva l’ambulanza e i due uomini vengono medicati sul posto dagli operatori del 118. «Non sono abituati a tutto questo stress, ora siamo esasperati. Ma non abbiamo fatto esplodere noi il petardo, è stato qualcuno che voleva boicottare la manifestazione e sciogliere la protesta», dicono i colleghi.
Motivo della protesta organizzata dai sindacati RdB-Cub, Sinalv-Cisal, Savip, SdL: evitare che gli 850 dipendenti della Federazione provinciale di Roma - in servizio davanti a banche, aziende private, istituti di credito - diventino precari, perché la Federazione è un’emanazione dell’Associazione nazionale combattenti e reduci, da tre anni commissariata, «da qui l’inizio di tutte le nostre disavventure, l’ente non deve essere privatizzato», spiega il leader sindacale di Savip, Emiliano Giacomini. Intanto un gruppo di manifestanti sistema, sull’obelisco di fronte a Montecitorio, una corona di alloro con la scritta «è morta la giustizia».
«Bisogna accettare che ci siano dei conflitti - afferma il presidente della Camera, Fausto Bertinotti - l’importante è che non si verifichino casi di violenza. E’ fisiologico che anche questa piazza di fronte al Parlamento possa ospitare proteste».
E’ da poco passato mezzogiorno quando una delegazione dei metronotte ottiene un incontro con i rappresentanti del Governo. Ma a un patto: che tutti i manifestanti tornino oltre le transenne. «Io sono il dirigente del primo distretto - dice alzando la voce il poliziotto in borghese - e qui si fa come dico io. Andate oltre le transenne e vi dò la mia parola d’onore che una vostra delegazione sarà ricevuta dal governo». Si alzano proteste e fischi, poi la proposta dell’ispettore viene accolta, i manifestanti si allontanano e tornano dall’altra parte della piazza. Solo così, una delegazione "scortata", composta da cinque rappresentanti sindacali, viene ricevuta a Palazzo Chigi da Luigi Ferrara, Consigliere del Sottosegretario Enrico Letta, e da Carlo Sica, Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio. Un incontro positivo, per i sindacati. «Da parte della Presidenza del Consiglio - spiega Rdb in una nota - è giunto l'impegno a fissare nella prossima settimana, forse martedì, un nuovo confronto sulla vertenza che riguarda centinaia di lavoratori. Siamo soddisfatti dell'impegno assunto, e ci auguriamo che quella intrapresa oggi sia la strada che porti alla soluzione positiva della vertenza, tutelando i diritti e le aspettative di tutti i lavoratori coinvolti. In caso contrario proseguiremo le nostre iniziative di lotta».


5 dicembre 2007 - Libero

I metronotte all'assalto della Camera
di NICOLETTA ORLANDI POSTI

Roma - Questa volta, da una parte e dall'altra della barricata hanno tutti il berretto blu, la divisa e la pistola d'ordinanza. Si fronteggiano. Poi esasperati da tre anni di mancate risposte, ed ora anche senza tredicesime e a stipendio ridotto, quelli con le bandiere e il megafono buttano giù le transenne, fanno esplodere un petardo e occupano simbolicamente piazza Montecitorio, per mezz'ora. I colleghi, quelli delle forze dell'ordine, lasciano fare poi li convincono a indietreggiare. E si fanno garanti che una delegazione sarà ricevuta da qualche esponente del governo. E così è stato. I protagonisti di questa mezza giornata di protesta sono circa 500 metronotte dell'Istituto Vigilanza dell'Ur be (Ivu). Un istituto fondato nel 1932, diretta emanazione dell'ente morale Associazione nazionale combattenti e reduci e che fino a qualche anno fa era il fiore all'occhiello della vigilanza capitolina. Era. Nelle mani di nuovi manager provenienti da altri istituti di vigilanza privati, in tre anni l'Ivu ha perso i contratti più rappresentativi e redditizi, passando da un attivo di bilancio di oltre 9 milioni di euro a un passivo di 33 milioni di euro. Tanto che il Tribunale fallimentare di Roma, il 29 settembre scorso, ha nominato, in netto contrasto con le leggi che regolano gli enti morali, un commissario giudiziale. Che vorrebbe recuperare i debiti dell'istituto dell'Urbe dismettendolo, tramite privatizzazione. Cosa che significa il precariato, se non addirittura il licenziamento, per 850 dipendenti. «Vogliamo che venga rispettata la legge», tuona Emiliano Giacomini, dirigente sindacale del Savip che poi spiega: «Non possono trattarci come dipendenti di un ente pubblico quando possono ottenere sgravi fiscali, e dipendenti di una società privata, come ci ha definito il ministro Bersani, quando vogliono disfarsi di noi. L'Ivu è tutt'uno con l'asso ciazione nazionale combattenti e reduci, è un ente morale che garantisce stabilità d'im piego. Noi vogliamo questa stabilità». E invece a settembre i metronotte non hanno percepito lo stipendio, e da ottobre ne prendono solo il 60% e ora rischiano di perdere tutto, denaro e diritti acquisiti. A fianco delle guardie giurate si sono schierati i parlamentari e i senatori di An, Forza Italia, La Destra. Ma non solo. Insieme a Domenico Gramazio, a Francesco Giro, a Teodoro Buontempo (che ha presentato seduta stante un'interro gazione ai ministri del Lavoro e dell'Economia), a piazza Montecitorio è sceso anche il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, che ha detto di essersi occupato più volte della vicenda. La protesta dei metronotte, grazie ai consiglieri comunali Fabio Sabbatani Schiuma (La Destra) e Dario Nanni (Pd) è stata portata anche all'atten zione del prefetto di Roma Mosca e dell'aula Giulio Cesare. Mentre a Palazzo Valentini il capogruppo di An Piergiorgio Benvenuti, insieme ad Andrea Simonelli, ha presentato un ordine del giorno, sottoscritto da gran parte dei gruppi politici rappresentati nel Consiglio provinciale, con il quale si chiede al governo di «garantire la stabilità d'impiego ai dipendenti dell'Ivu». Schiuma, inoltre, ha annunciato ai manifestanti che provocatoriamente formalizzerà la richiesta di distacco presso il Comune di Roma degli 850 metronotte che rischiano il loro posto di lavoro. Alle quindici e trenta la delegazione, composta dalle organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti (RdBCUB, Sinalv-Cisal, Savip, SdL) ricevuta a Palazzo Chigi da Luigi Ferrara, Consigliere del Sottosegretario Enrico Letta, e da Carlo Sica, Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio, ha annunciato, soddisfatta, dell'impegno preso dal governo: un tavolo tecnico verrà convocato martedì a Palazzo Madama. «Se non otterremo i risultati che ci aspettiamo», promettono i sindacalisti, «proseguiremo nelle iniziative di lotta».


4 dicembre 2007 - Adnkronos

Uomini delle forze dell'ordine hanno impedito l'ingresso
Metronotte davanti a Montecitorio tentano di sfondare le transenne
Circa 250 i vigilantes che hanno protestato davanti alla Camera chiedendo il coinvolgimento delle istituzioni contro la "precarizzazione" del loro lavoro. Fatto esplodere anche un grosso petardo

Roma, 4 dic. (Adnkronos) - Tensione alla Camera stamattina per una manifestazione dei metronotte dell'Istituto di Vigilanza dell'Urbe. I manifestanti, davanti a Montecitorio, hanno rotto le transenne delle forze dell'Ordine tentando di entrare a Montecitorio.
Uomini delle forze dell'ordine hanno impedito l'ingresso alla Camera, tra i fischi e le proteste. Poco prima di superare le transenne i manifestanti hanno fatto esplodere un grosso petardo.
Sono circa duecentocinquanta i vigilantes che hanno manifestato di fronte l'ingresso di Montecitorio (nella foto) chiedondo il coinvolgimento delle istituzioni contro la "precarizzazione" del loro lavoro.
Promosso dal Libero Comitato G.P.G.-R.d.B., insieme a Savip e Sinalv Cisal, il presidio si aggiunge alle numerose iniziative di lotta, fra cui uno sciopero del maggio scorso e diversi presidi di fronte a Palazzo Chigi nei mesi scorsi, intraprese dai lavoratori a seguito della decisione della ANCR (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci), proprietaria dell'Istituto di Vigilanza dell'Urbe, di liberarsi degli 850 dipendenti dell'Istituto, attraverso la cessione a cooperative.
L'Ivu, che svolge i suoi servizi di vigilanza presso numerosi enti pubblici e privati, secondo l'attuale dirigenza dell'Ancr patirebbe un dissesto finanziario di cui ancora oggi non è stata precisata l'entità.

SICUREZZA: VERTENZA METRONOTTE, FISSATO INCONTRO CON PRESIDENZA CONSIGLIO

Roma, 4 dic. (Adnkronos) - Nel corso della manifestazione dei lavoratori dell'Ancr Istituto Vigilanza dell'Urbe, che si e' svolta questa mattina in piazza di Montecitorio, una delegazione composta dalle organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti (RdB-CUB, Sinalv-Cisal, Savip, SdL) e' stata ricevuta a Palazzo Chigi da Luigi Ferrara, Consigliere del Sottosegretario Enrico Letta, e da Carlo Sica, Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio. Da parte della Presidenza del Consiglio, spiega Rdb in una nota, ''e' giunto l'impegno a fissare nella prossima settimana un nuovo momento di confronto sulla vertenza che riguarda oltre 850 guardie giurate dello storico Istituto di Vigilanza. Le RdB-Cub prendono atto con soddisfazione dell'impegno assunto, e si augurano che quella intrapresa oggi sia la strada che porti alla positiva soluzione della vertenza, tutelando i diritti e le aspettative di tutti i lavoratori coinvolti. In caso contrario si dichiarano pronte a proseguire nelle iniziative di lotta''.


4 dicembre 2007 - Ansa

METRONOTTE: DELEGAZIONE, BENE IMPEGNO GOVERNO

(ANSA) - ROMA, 4 DIC - Nel corso della manifestazione dei lavoratori dell'A.N.C.R.- Istituto Vigilanza dell'Urbe, che si e' svolta questa mattina in piazza di Montecitorio, una delegazione composta dalle organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti Ancr-Ivu (RdB-CUB, Sinalv-Cisal, Savip, SdL) e' stata ricevuta a Palazzo Chigi dal Dott. Luigi Ferrara, Consigliere del Sottosegretario Letta, e dal Dott. Carlo Sica, Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio. ''Da parte della presidenza del Consiglio e' giunto l'impegno a fissare nella prossima settimana un nuovo momento di confronto sulla vertenza che riguarda oltre 850 guardie giurate dello storico Istituto di Vigilanza''. Le RdB-CUB ''prendono atto con soddisfazione dell'impegno assunto, e si augurano che quella intrapresa oggi sia la strada che porti alla positiva soluzione della vertenza, tutelando i diritti e le aspettative di tutti i lavoratori coinvolti. In caso contrario si dichiarano pronte a proseguire nelle iniziative di lotta''.


4 dicembre 2007 - Agi

CAMERA: METRONOTTE 'ASSEDIANO' MONTECITORIO

(AGI) - Roma, 4 dic. - Una manifestazione di metronotte davanti a Montecitorio, si e' trasformata in un 'quasi' assalto alla Camera dei deputati. Entrate sbarrate con le forze dell'ordine a fare un cordone di sicurezza, le guardie giurate hanno fatto esplodere anche un petardo. Le bandiere che sventolano appartengono ai sindacati di base, dei Cub e dei sindacati autonomi. Dopo un momento di forte tensione, la situazione sembra ora tornata alla normalita'.
Al centro della protesta dei metronotte, a quanto viene spiegato, e' il rischio di una ulteriore precarizzazione degli agenti, che attualmente sono dipendenti di una societa' che e' emanazione di un ente morale, l'Associazione nazionale combattenti e reduci, che sarebbe stata pero' recentemente commissariata. L'obiettivo , spiegano i vigilantes, sarebbe la fuoriuscita degli attuali oltre 800 dipendenti che negli ultimi mesi avrebbero percepito solo anticipi di stipendio. Circa la dinamica del tentato assalto, lo scoppio di un grosso petardo da parte di alcuni metronotte avrebbe surriscaldato gli animi e provocato lo 'sfondamento' di alcune transenne collocate a circa 150 metri dall'ingresso principale di Montecitorio. Pronta la risposta da parte delle forze dell'ordine, che nel frattempo via radio chiedevano ulteriori rinforzi per l'arrivo, proprio a pochi metri dal portone, dei manifestanti che urlavano slogan contro i parlamentari. Al momento i metronotte sono indietreggiati, arrivando quasi al centro della piazza, visto anche l'arrivo di forze dell'ordine in tenuta antisommossa.


4 dicembre 2007 - Asca

VIGILANZA URBE: GOVERNO SI IMPEGNA A CONFRONTO SETTIMANA PROSSIMA

(ASCA) - Roma, 4 dic - Nel corso della manifestazione dei lavoratori dell'A.N.C.R.- Istituto Vigilanza dell'Urbe, che si e' svolta questa mattina in piazza di Montecitorio, una delegazione composta dalle organizzazioni sindacali che rappresentano i dipendenti ANCR-IVU (RdB-CUB, Sinalv-Cisal, Savip, SdL) e' stata ricevuta a Palazzo Chigi da Luigi Ferrara, Consigliere del Sottosegretario Letta, e da Carlo Sica, Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio. Da parte della Presidenza del Consiglio - si legge in una nota sindacale - e' giunto l'impegno a fissare nella prossima settimana un nuovo momento di confronto sulla vertenza che riguarda oltre 850 guardie giurate dello storico Istituto di Vigilanza. Le RdB-CUB prendono atto con soddisfazione dell'impegno assunto, e si augurano che quella intrapresa oggi sia la strada che porti alla positiva soluzione della vertenza, tutelando i diritti e le aspettative di tutti i lavoratori coinvolti. In caso contrario si dichiarano pronte a proseguire nelle iniziative di lotta.


4 dicembre 2007 - Apcom

CAMERA/ VIGILANTES ASSEDIANO MONTECITORIO, LANCIO PETARDI
Dopo momenti tensione, situazione sembra tornare a normalità

Roma, 4 dic. (Apcom) - I metronotte dell'Urbe hanno quindi rotto le transenne delle forze dell'Ordine cercando di entrare a Montecitorio. I vigilantes sventolano bandiere che appartengono ai sindacati di base, Cub e sindacati autonomi. Dopo momenti di tensione, la situazione ora sembra essere tornata alla normalità.


4 dicembre 2007 - Omniroma

VIGILANZA URBE, RDB-CUB: «NESSUN METODO SQUADRISTA»

(OMNIROMA) Roma, 04 dic - «Le Rdb-Cub, sindacato ampiamente maggioritario all'interno dell'Ancr-Ivu, respingono la definizione di assalto squadristico e antidemocratico di cui è stata tacciata la manifestazione delle guardie giurate avvenuta questa mattina davanti alla Camera dei Deputati e continuano a sostenere la giusta protesta dei lavoratori dell'Ancr-Ivu, esasperati da tre anni di mancate risposte alla loro vertenza, ed ora anche senza tredicesime e a stipendio ridotto». Lo comunica, in una nota, il sindacato Rdb-Cub. «Le Rdb-Cub, che si sono da subito opposte al tentativo di svendere l'Istituto di Vigilanza dell'Urbe (e dei suoi appetibili appalti) a soggetti non ben identificati, che hanno sempre sostenuto la natura pubblica dell'Ancr-Ivu in quanto Ente Morale nazionale, e da ultimo hanno avversato la messa in liquidazione dell'Ivu con il conseguente licenziamento degli 850 lavoratori impegnati - prosegue la nota - ricordano di avere fino ad ora interessato tutte le istituzioni responsabili: la Regione Lazio, il ministero delle Attività produttive, il ministero del Lavoro e quello della Difesa, la presidenza del Consiglio, nonché la prefettura di Roma. Da questi interlocutori non è finora giunta alcuna risposta concreta, se non quella di consentire una mera svendita dell'Istituto e dei diritti acquisiti da lavoratori che godono della stabilità di impiego. Non sono dunque le proteste, seppure espresse in forma accesa, da parte di lavoratori preoccupati per il loro avvenire, ma l'insensibilità e la sottovalutazione da parte del Governo e delle Istituzioni dei problemi di questi lavoratori a mettere in discussione quei principi di dialogo e di confronto che dovrebbero essere alla base dello Stato democratico».


4 dicembre 2007 - Repubblica.it

Le guardie giurate si sono lanciati verso il portone dopo lo scoppio di un petardo. L'ingresso ora è protetto da un cordone di agenti in tenuta antisommossa
Vigilantes tentano di entrare a Montecitorio, sfondate transenne, la polizia li blocca
I metronotte dell'Urbe protestano contro l'ipotesi di staccare l'istituto di vigilanza dall'Associazione nazionale di combattenti e reduci per metterla sul mercato
vai alla galleria fotografica di Repubblica

ROMA - Tensione a Montecitorio. Un gruppo di metronotte dell'Urbe che manifestavano dalle 9 di stamane, ha tentato di irrompere alla Camera. I vigilantes, circa quattrocento, hanno rotto le transenne ma sono stati bloccati da un cordone di polizia.
Gli animi si sono accesi quando all'improvviso si è udita un forte esplosione, forse causata da un grosso petardo. Mentre ancora il cordone di poliziotti si stava sistemando a protezione del palazzo della Camera, decine di manifestanti hanno passato le transenne e si sono diretti di corsa verso l'ingresso principale di Montecitorio, urlando "Ente siamo ed ente resteremo". A stento sono stati frenati da poliziotti in divisa e in borghese.
Urla, slogan, facce inferocite, insulti all'indirizzo del governo e di Romano Prodi e del Parlamento e la corsa verso il palazzo, hanno lasciato interdetti per qualche istante gli assistenti parlamentari di servizio al portone principale. "Chiudiamo?", si sono chiesti frenetici. Ma poi il portone è rimasto aperto. Durante la protesta uno dei manifestanti si è sentito male. La guardia giurata è stata portata via da un'ambulanza.
La manifestazione, organizzata dai sindacati autonomi, nasce dalla protesta dei metronotte dell'Urbe contro l'ipotesi di staccare l'istituto di vigilanza dall'Associazione nazionale di combattenti e reduci di cui sono una diretta emanazione per metterla sul mercato. I dipendenti vedono così a rischio il loro posto di lavoro. "Ci sono persone che non riescono a pagare il mutuo, sono disperate perché da circa tre mesi percepiscono uno stipendio al 60% - ha detto il segretario nazionale Sinalv Cisal Renato Sartori - siamo passati da una situazione di tranquillità ad una di precarietà".


4 dicembre 2007 - Corriere.it

Momenti di tensione davanti alla sede della Camera
Montecitorio "assediato" dai metronotte
Duecento vigilantes in protesta bloccati da un cordone di polizia mentre cercavano di entrare nel Palazzo

ROMA - Momenti di tensione a Roma davanti a Montecitorio dove un gruppo di oltre 200 metronotte dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe ha tentato martedì mattina di entrare alla Camera. I vigilantes manifestavano in piazza Montecitorio quando all'improvviso intorno alle 10:15 si è sentita un'esplosione: probabilmente quella di un grosso petardo. Subito dopo i metronotte, tutti in divisa, hanno scavalcato le transenne ed hanno iniziato a correre verso l'ingresso principale della Camera, dove sono stati fermati a stento dalle forze dell'ordine.
FERITO - Uno dei vigilantes, prossimo alla bomba carta al momento dello scoppio, si è sentito male ed è stato soccorso da una ambulanza. Mentre poliziotti e carabinieri formavano un corteo, i vigilantes hanno iniziato a urlare slogan e insulti contro il governo e contro Montecitorio. Il portone del Palazzo non è tuttavia mai stato chiuso.
CONTRO LA PRECARIZZAZIONE - I metronotte dell'Urbe protestano contro l'ipotesi di staccare l'istituto di vigilanza dall'Associazione Nazionale di Combattenti e Reduci, di cui sono una diretta emanazione, per metterlo sul mercato o trasformarlo in cooperativa. «I dipendenti vedono così a rischio il loro posto di lavoro. I metronotte adesso - spiega il sindacalista Vicenzo Del Vicario - percepiscono il 60% del loro stipendio e saranno costretti ad aderire o a srl o a cooperative, perdendo così tutti i diritti acquisiti compreso quello al lavoro». I parlamentari Francesco Giro (Fi), e Domenico Gramazio (An) hanno incontrato i manifestanti: con la promessa che una loro delegazione sarà ricevuta alla Camera hanno allentato la presa sul Palazzo arretrando di qualche metro, ma non sembrano avere intenzione di tornare dietro le transenne. Davanti a Montecitorio c'è tuttora un cordone delle forze dell'ordine.
«IL GOVERNO INTERVENGA» - «Noi siamo dalla parte dei metronotte - ha dichiarato Gramazio - perchè è il corpo di vigili più antico di Roma i cui diritti sono stati calpestati. Abbiamo chiesto più volte al governo di intervenire, ma come al solito da lui non è arrivata alcuna risposta». Gramazio presenterà nel pomeriggio al Senato «l'ennesima interrogazione parlamentare» per sensibilizzare il governo sulla questione dei metronotte. «Ora infatti - spiega il parlamentare di An - c'è un commissario governativo, dott. De Meo, che ha l'incarico di liquidare il patrimonio dei metronotte per farli poi sciogliere in Srl o in cooperative visto che ormai i bilanci sono considerati fallimentari per la pessima gestione che c'è stata». «Ma così facendo - sottolinea Gramazio - questi lavoratori perdono i loro diritti e noi vogliamo difenderli». Poliziotti e carabinieri bloccano, facendo come una catena umana, l'ingresso della Camera e un dirigente delle forze dell'ordine che è appena arrivato ha ordinato di bloccare «chiunque opponga resistenza».


4 dicembre 2007 - Rainews 24

Un gruppo di metronotte assedia Montecitorio

Una manifestazione di metronotte davanti a Montecitorio, si è trasformata in un 'quasi' assalto alla Camera dei deputati. Entrate sbarrate con le forze dell'ordine a fare un cordone di sicurezza, le guardie giurate hanno fatto esplodere anche un petardo. Le bandiere che sventolano appartengono ai sindacati di base, dei Cub e dei sindacati autonomi.
Mentre poliziotti e carabinieri formavano un corteo, i vigilantes hanno iniziato a urlare slogan e insulti contro il governo e contro Montecitorio. E due di loro hanno accusato malori durante la protesta. Il portone del 'Palazzo' non è tuttavia mai stato chiuso. I metronotte protestano contro l'ipotesi di staccare l'istituto di vigilanza dall'Associazione Nazionale di Combattenti e Reduci, di cui sono una diretta emanazione, per metterlo sul mercato o trasformarlo in cooperativa.
"I dipendenti vedono così a rischio il loro posto di lavoro. I metronotte adesso - spiega il sindacalista Vicenzo Del Vicario - percepiscono il 60% del loro stipendio e saranno costretti ad aderire o a srl o a cooperative, perdendo così tutti i diritti acquisiti compreso quello al lavoro".
I manifestanti sono stati incontrati subito dai parlamentari Francesco Giro (Fi), e Domenico Gramazio (An). Con la promessa che una loro delegazione sarà ricevuta alla Camera hanno allentato la presa sul Palazzo arretrando di qualche metro.
Ora la situazione di fronte all'ingresso principale di Montecitorio, dopo attimi di concitazione, sembra essere tornata più tranquilla. A 'difesa' del portone della Camera, con i manifestanti che sono indietreggiati di qualche decina di metri, si è comunque ricomposto un consistente cordone di poliziotti e carabinieri.


4 dicembre 2007 - Tg Com

Metronotte tentano assalto a Camera
Roma,esplode petardo:uomo accusa malore

Tentato assalto alla Camera dei deputati da parte di circa 250 metronotte dell'Istituto di vigilanza dell'Urbe che manifestavano davanti a Montecitorio. I vigilantes hanno rotto le transenne delle forze dell'ordine, cercando di entrare nel palazzo. Un cordone di polizia ha però bloccato l'ingresso del palazzo. Dopo l'esplosione di una bomba carta un manifestante ha accusato un malore.
Nino Sciarpalletta, questo il nome del vigilantes colpito indirettamente, è stato soccorso da un'ambulanza ancora parcheggiata davanti all'ingresso della Camera. A parlare con i manifestanti sono andati i deputati Gramazio (An) e Giro (Fi), per convincerli ad allontanarsi. I metronotte, tutti in divisa, hanno gridato ai poliziotti "Denunciateci, denunciateci". La protesta, a quanto hanno spiegato, è per evitare la precarizzazione degli agenti, che sono dipendenti di una società che è emanazione di un ente morale, l'Associazione nazionale combattenti e reduci.
"I metronotte adesso - spiega Vicenzo Del Vicario il segretario nazionale del Savip (Sindacato autonomo di vigilanza privata) - percepiscono il 60% del loro stipendio e saranno costretti ad aderire o a srl o a cooperative, perdendo così tutti i diritti acquisiti compreso quello al lavoro".
Le bandiere della manifestazione appartengono ai sindacati di base, dei Cub e dei sindacati autonomi. Dopo un momento di forte tensione, la situazione è tornata alla normalità.


4 dicembre 2007 - Quotidiano.net

TENSIONI AL CORTEO
Metronotte, 'assalto' alla Camera. Scoppia bomba carta, un malore
Il vigilante che si è sentitpo male è stato subito soccorso. I manifestanti, bloccati dal cordone della sicurezza delle forze dell'ordine, tentano di entrare a Montecitorio scavalcando le transenne. Nel parapiglia hanno anche fatto esplodere un petardo

Roma, 4 dicembre 2007 - Una manifestazione di metronotte davanti a Montecitorio, si è trasformata in un 'quasì assalto alla Camera dei deputati.
Entrate sbarrate con le forze dell'ordine a fare un cordone di sicurezza, le guardie giurate hanno scavalcato le transenne. Le bandiere che sventolano appartengono ai sindacati di base, dei Cub e dei sindacati autonomi.
Alta la tensione alla Camera: i manifestanti hanno rotto le transenne cercando di entrare nell'aula di Montecitorio. Uomini delle forze dell'ordine stanno impedendo l'ingresso alla Camera, tra i fischi e le proteste. Poco prima di superare le transenne i manifestanti hanno fatto esplodere un grosso petardo.
Sono circa duecentocinquanta i vigilantes nella manifestazione: chiedono il coinvolgimento delle istituzioni contro la «precarizzazione» del loro lavoro. Promosso dal Libero Comitato G.P.G.-R.d.B., insieme a Savip e Sinalv Cisal, il presidio si aggiunge alle numerose iniziative di lotta, fra cui uno sciopero del maggio scorso e diversi presidi di fronte a Palazzo Chigi nei mesi scorsi, intraprese dai lavoratori a seguito della decisione della ANCR (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci), proprietaria dell'Istituto di Vigilanza dell'Urbe, di liberarsi degli 850 dipendenti dell'Istituto, attraverso la cessione a cooperative.
L'Ivu, che svolge i suoi servizi di vigilanza presso numerosi enti pubblici e privati, secondo l'attuale dirigenza dell'Ancr patirebbe un dissesto finanziario di cui ancora oggi non è stata precisata l'entità.
IL MALORE
Lieve incidente durante la protesta: oltre ai petardi, qualcuno ha fatto esplodere una bomba carta davanti a Montecitorio e l'esplosione ha colpito indirettamente proprio un vigilante, Nino Sciarpalletta. Immediatamente l'uomo è stato soccorso dall'ambulanza parcheggiata davanti alla Camera.
"Siamo stati abbandonati dal governo", spiega il segretario nazionale del Savip (Sindacato autonomo di vigilanza privata), Vicenzo Del Vicario. ''Ora i metronotte - continua - percepiscono il 60% del loro stipendio e saranno costretti ad aderire o a srl o a cooperative, perdendo cosi' tutti i diritti acquisiti compreso quello al lavoro''.


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