Centinaia di migranti sommersi da acqua e fango. Lo Stato ha abbandonato chi produce il cibo di questo paese

Foggia -

Mentre scriviamo, Torretta Antonacci sta affogando.


Centinaia di lavoratrici e lavoratori agricoli — braccianti che ogni giorno si spezzano la schiena nei campi del Foggiano per portare il cibo sulle tavole degli italiani — sono in questo momento intrappolati nell'acqua e nel fango.
Le baracche dell'insediamento informale e i container della limitrofa foresteria regionale per i lavoratori agricoli sono sommersi.
L'unica strada di collegamento con il sito è completamente impraticabile, trasformata in un fiume di fango: Torretta Antonacci è di fatto isolata, irraggiungibile, senza qualsiasi forma di soccorso e aiuto.
Non si tratta di una calamità naturale imprevedibile. Si tratta di una catastrofe politica annunciata, voluta, perpetuata.
Ricordiamolo con chiarezza: per il superamento dei ghetti della Capitanata — Torretta Antonacci compresa — erano stati stanziati oltre 100 milioni di euro. Cento milioni. Fondi pubblici destinati a restituire un minimo di dignità abitativa a chi vive in condizioni che l'Europa del 2026 non dovrebbe nemmeno poter concepire.
Quei soldi sono stati lasciati inutilizzati e torneranno indietro all'Unione Europeo. Nessun intervento strutturale è stato realizzato. Nessun progetto di superamento è mai partito concretamente. Le baracche sono ancora lì.
Le persone sono ancora lì, abbandonate dentro strutture che non proteggono da nulla — né dal sole d'estate, né dall'acqua d'inverno, né dalla violenza di un sistema che le vuole invisibili.


Questo non è abbandono.
Questo è un atto politico deliberato.


Significa decidere, consapevolmente, che la vita di un bracciante africano vale meno della carta su cui sono stati scritti quei decreti di finanziamento mai attuati.
Significa accettare che esseri umani vivano, nel cuore dell'Europa, in condizioni che violano ogni norma di diritto nazionale e internazionale — a partire dal diritto fondamentale a un'abitazione dignitosa e alla sicurezza della persona.
Chiediamo con forza e urgenza:
Che vengano immediatamente attivati i soccorsi e garantita la sicurezza di tutte le persone presenti nel sito.
Che venga accertata l'incolumità di ogni singola persona presente a Torretta Antonacci.
Che il Governo risponda pubblicamente di che fine hanno fatto i 100 milioni stanziati per il superamento degli insediamenti informali.
Non accetteremo più che si pianga dopo ogni emergenza per poi dimenticare tutto il giorno dopo. Non accetteremo più le passerelle istituzionali, le promesse vuote, i tavoli tecnici che non producono nulla.
I braccianti di Torretta Antonacci e di tutti i ghetti del Foggiano non sono un'emergenza stagionale: sono la prova vivente del fallimento strutturale delle politiche migratorie e lavorative di questo Paese.


Se oggi qualcuno muore nel fango di Torretta Antonacci, quel sangue è sulle mani di chi aveva i mezzi per intervenire e ha scelto di non farlo.

Unione Sindacale di Base