CISL E UIL FIRMANO UN CONTRATTO "BRUNETTIANO"

Milano -

In allegato il testo dell'Ipotesi di CCNL per il personale non dirigente del Comparto degli EPNE - biennio economico 2008-2009

La firma del contratto del parastato da parte di Cisl e Uil del 23 dicembre scorso conferma, senza ombra di dubbio, che queste due OO.SS. hanno sposato in pieno la linea Brunetta, dando l’avvallo al piano di destrutturazione della Pubblica Amministrazione, a partire dai diritti e le retribuzioni dei lavoratori. Alcuni contenuti di questo contratto vanno perfino oltre, anticipando gli aspetti peggiori del DDL 847 sulla cosiddetta “riforma del lavoro pubblico” ancora in discussione al Senato, dove ha ottenuto un consenso bipartisan, e del nuovo modello contrattuale, sul quale a gennaio ripartirà il confronto negoziale. Ci riferiamo, in particolare, alla triennalizzazione dei contratti di lavoro, all’attribuzione ai dirigenti di un ampio potere discrezionale sulla corresponsione del salario accessorio, all’ampliamento degli orari di apertura al pubblico, che prelude ad un’imminente modifica dell’orario di lavoro, all’introduzione di meccanismi di misurazione della produttività non solo collettiva, ma soprattutto individuale.

 

E’ evidente che questo contratto recepisce sostanzialmente il pensiero di Brunetta sui lavoratori pubblici e lo traduce in termini formali, raccogliendo i frutti della forsennata campagna denigratoria degli ultimi mesi. Ancora più grave l’attaccoalla democrazia sindacale e alle norme sulla rappresentatività, sferrato dopo che un parere discutibile del Consiglio di Stato ha interpretato in maniera restrittiva e anti-democratica la norma sulla soglia del 51%, ai fini della validità di un contratto non sottoscritto da tutte le OO.SS.

 

Come già annunciato dal nostro coordinamento nazionale, la RdB sottoporrà al parere di tutti i lavoratori degli enti del parastato il contenuto di questa intesa; noi auspichiamo che si possano trovare forme comuni di consultazione anche con le altre OO.SS. non firmatarie. Per quanto ci riguarda siamo pienamente d’accordo anche con la proposta di rispondere a questo attacco ai diritti dei lavoratori e alla democrazia sindacale con uno sciopero di tutto il comparto per il prossimo gennaio.

 

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A corredo delle nostre valutazioni sul contratto, vorremmo segnalare un interessante articolo apparso sul sito www.lavoce.info a firma di Giulio Zanella (“Ma la cura Brunetta è davvero efficace?”), ignorato ovviamente dagli organi di informazione “ufficiali”, che demolisce la presunta efficacia della cura del ministro Brunetta contro i dipendenti pubblici “fannulloni”, attraverso un’analisi seria e documentata dei dati disponibili. Contrariamente ai numerosi articoli apparsi in questi mesi sull’argomento, l’autore non si accontenta dei dati forniti in modo strumentale dalla Funzione Pubblica, ma prende in esame, con apprezzabile correttezza professionale, quelli ufficiali della Ragioneria Generale dello Stato. La scelta è motivata dal fatto che l’indagine promossa da Brunetta, fondata su un campione non rappresentativo di tutto il pubblico impiego, e basata solo sui dati delle amministrazioni “virtuose”, ossia di quelle dove effettivamente vi è stato una riduzione delle assenze, porta a conclusioni distorsive e fuorvianti, che non possono avere validità generale.

 

Tuttavia l’aspetto più interessante e sorprendente dell’articolo emerge dall’analisi della serie storica delle assenze per malattia dal 1999 al 2007: ebbene risulta che già a partire dall’anno 2004 le assenze per malattia dei dipendenti pubblici sono in calo, in particolare dal 2004 al 2006 del 17%. Dunque la riduzione è cominciata ben prima del tanto celebrato DL 112 dello scorso 25 giugno.

 

Il contenuto di questo articolo conferma clamorosamente che in questi mesi è stata fatta solo propaganda. Sul sito ufficiale della Funzione Pubblica continuano ad apparire dati che descrivono una realtà fasulla, che alla prova dei fatti e delle analisi serie è crollata come un castello di sabbia. Tanto rumore per nulla, allora, ministro Brunetta?

 

Proprio in questi giorni intanto i lavoratori del pubblico impiego stanno ricevendo dai propri enti le lettere che quantificano le trattenute sulle assenze per malattia, applicate con efficacia retroattiva a partire dal 25 giugno, con decurtazioni particolarmente pesanti a carico dei lavoratori con lunghi periodi di assenza, dovuti spesso a patologie gravi.

 

Il ministro Brunetta ha realizzato un bel capolavoro, non c’è che dire: oltre al danno economico, anche la beffa di scoprire l’inutilità di un provvedimento su assenze che già da alcuni anni stavano diminuendo. D’altronde già pochi giorni dopo l’approvazione del famigerato DL 112, fu proprio la RdB a richiamare i dati della Ragioneria dello Stato, mettendoli a confronto con quelli del lavoro privato (in particolare del settore metalmeccanico), per evidenziare che vi era solo un punto di differenza tra  i due settori, e denunciare così la strumentale contrapposizione tra lavoratori pubblici e privati.

 

        

Coordinamento regionale RdB-CUB INPS Lombardia

 

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