CONTRIBUTI SELETTIVI AL CINEMA: LA QUALITÀ DELLE OPERE DEVE PARTIRE DALLA QUALITÀ DEL LAVORO

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La Direzione generale Cinema e Audiovisivo ha pubblicato le graduatorie complete dei progetti di produzione della II sessione 2025 dei contributi selettivi, relativi a lungometraggi, opere prime e seconde, documentari, cortometraggi, animazione, film di particolare qualità artistica e opere televisive e web legate all’identità culturale italiana.

Si tratta di un nuovo passaggio che conferma quanto il cinema e l’audiovisivo italiani dipendano, in modo strutturale, dal sostegno pubblico.

Come USB Cinema non contestiamo la necessità di finanziare la produzione culturale. Al contrario, riteniamo che il cinema sia un settore strategico, che debba essere sostenuto, difeso e rilanciato. Ma proprio perché parliamo di risorse pubbliche, occorre porre una questione non più rinviabile: quali condizioni di lavoro vengono garantite dentro le produzioni finanziate? Non può esistere qualità culturale senza qualità del lavoro. Ogni film, documentario, cortometraggio, opera tv, web o animazione nasce dal lavoro concreto di maestranze, troupe, tecnici, lavoratori della post-produzione, figure digitali, personale amministrativo, logistica, servizi, appalti e subappalti.

Eppure, troppo spesso, il dibattito pubblico sul cinema parla di fondi, festival, autori, piattaforme e risultati industriali, ma dimentica chi materialmente rende possibile ogni opera. Per noi ogni progetto sostenuto con risorse pubbliche deve garantire condizioni precise: applicazione del contratto collettivo corretto, regolarità contributiva e retributiva, pagamento puntuale delle maestranze, rispetto degli orari e dei riposi, sicurezza sui luoghi di lavoro, tutela delle professionalità, contrasto alle false partite IVA e trasparenza su appalti e subappalti. La qualità artistica non può essere separata dalla qualità sociale della produzione. Chiediamo al Ministero della Cultura e alla Direzione generale Cinema e Audiovisivo di introdurre nei bandi e nelle procedure di assegnazione criteri sociali chiari, verificabili e pubblici.

Chi riceve risorse pubbliche deve dichiarare quale contratto applica, come garantisce la sicurezza, quali imprese coinvolge nella filiera, come paga i lavoratori e quali strumenti adotta per evitare precarietà, dumping e abusi. I contributi selettivi, proprio perché orientati a sostenere opere di particolare valore culturale, devono diventare anche uno strumento per innalzare la qualità del lavoro nel settore.

USB Cinema avvierà una mappatura delle produzioni finanziate, dei beneficiari e delle condizioni occupazionali collegate, raccogliendo segnalazioni dalle maestranze e dai lavoratori della filiera. Il cinema italiano non ha bisogno solo di fondi. Ha bisogno di diritti, contratti rinnovati, salari dignitosi, sicurezza e riconoscimento delle professionalità. Se un’opera è finanziata con risorse pubbliche, pubblico deve essere anche l’impegno a garantire lavoro regolare e dignitoso.

USB Cinema e Audiovisivo