CROCE ROSSA: MANIFESTAZIONE IN SILENZIO! (+ news)

Nazionale -

E’ stata una manifestazione silenziosa quella cui hanno dato vita, nella mattinata di oggi giovedì 9 novembre, centinaia di lavoratori della Croce Rossa Italiana sotto il Parlamento, in piazza Montecitorio, che ha voluto parafrasare il silenzio assordante del Governo su un problema così sentito dai lavoratori e dalla cittadinanza.
I lavoratori hanno chiesto l’inserimento nella Finanziaria 2007 di un emendamento che garantisca la stabilizzazione del rapporto di lavoro degli oltre 2400 lavoratori precari (a fronte degli appena 1700 dipendenti fissi), e senza i quali i servizi erogati dalla CRI subirebbero un duro colpo, o quantomeno la loro proroga per tutto il 2007, dal momento che i contratti scadono il 31 dicembre 2006.
I lavoratori hanno chiesto anche un intervento normativo del Governo che consenta di sbloccare la vertenza che li vede ancora in attesa di percepire somme, legittimamente dovute, relative agli anni dal 2002 al 2005.
La manifestazione, indetta unitariamente da Cgil Cisl Uil e RdB, non ha invece ricevuto altra risposta che il silenzio da parte di quello stesso Governo che aveva basato la propria campagna elettorale sulla lotta al precariato.
Promesse che i lavoratori della Croce Rossa si attendono ora che il Governo mantenga, decisi ad inasprire le azioni di lotta a tutela dei propri diritti, della propria dignità e della propria professinalità.


9 novembre 2006 - Ansa

CROCE ROSSA:VERTENZA;LAVORATORI IN PIAZZA,GOVERNO INTERVENGA
SINDACATI, FINORA GOVERNO IN SILENZIO

ROMA - Manifestazione in silenzio ''per parafrasare il silenzio del governo'' sulla vertenza dei lavoratori della Croce Rossa Italiana che rivendicano la stabilizzazione del lavoro di 2.400 precari. Cosi' un centinaio di lavoratori dell'organizzazione di volontariato - su iniziativa dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Rdb - hanno manifestato questa mattina di fronte il Parlamento. I lavoratori, fra l'altro, chiedono l'inserimento nella Finanziaria 2007 di un emendamento ''che garantisca la stabilizzazione del rapporto di lavoro degli oltre 2.400 lavoratori precari, a fronte dei 1.700 dipendenti fissi, e senza i quali i servizi erogati dalla Cri subirebbero un duro colpo, o quantomeno la loro proroga per tutto il 2007, dal momento che i contratti scadono il 31 dicembre 2006''. ''I lavoratori - spiega un comunicato - chiedono anche un intervento normativo del Governo che consenta di sbloccare la vertenza che li vede ancora in attesa di percepire somme, legittimamente dovute, relative agli anni dal 2002 al 2005.La manifestazione non ha invece ricevuto altra risposta che il silenzio da parte di quello stesso Governo che aveva basato la propria campagna elettorale sulla lotta al precariato. Promesse che i lavoratori della Croce Rossa si attendono ora che il Governo mantenga, decisi ad inasprire le azioni di lotta a tutela dei propri diritti, della propria dignita' e della propria professionalita' ''.


10 novembre 2006 - Vita non profit online

Manifestazione dei precari della Croce Rossa
Si è svolta ieri davanti al Parlamento per chiedere la stabilizzazione del rapporto di lavoro degli oltre 2400 precari
di Gabriella Meroni

Roma - E' stata una manifestazione silenziosa quella cui hanno dato vita, nella mattinata di ieri, centinaia di lavoratori della Croce Rossa Italiana riuniti davanti al Parlamento con l'intento di parafrasare il silenzio del Governo su un problema così sentito dai lavoratori e dalla cittadinanza.
La manifestazione, indetta unitariamente da Cgil Cisl Uil e RdB, ha chiesto l'inserimento nella Finanziaria 2007 di un emendamento che garantisca la stabilizzazione del rapporto di lavoro degli oltre 2400 precari (a fronte degli appena 1700 dipendenti fissi), senza i quali i servizi erogati dalla CRI subirebbero un duro colpo. Inoltre, per fronteggiare l'immediato, si è richiesto almeno un provvedimento tampone che proroghi per tutto il 2007 i contratti in scadenza al 31dicembre 2006.
I lavoratori rivendicano anche un intervento normativo del Governo che consenta di sbloccare la vertenza che li vede ancora in attesa di percepire somme, legittimamente dovute, relative agli anni dal 2002 al 2005. La protesta non ha ricevuto altra risposta che il silenzio da parte di quello stesso Governo sulla lotta al precariato ha basato la propria campagna elettorale. I lavoratori della Croce Rossa attendono che il Governo mantenga i suoi impegni, e si dichiarano decisi ad inasprire le azioni di lotta a tutela dei propri diritti, della propria dignità e della propria professionalità.


9 novembre 2006 - Italia Oggi

Oggi i dipendenti dell'ente scendono in piazza a Roma. Intanto il caso è approdato in parlamento
Croce rossa, Parisi si chiama fuori
Sull'ammanco dei 14 milioni faccia pure luce la magistratura

Di quei soldi il ministero della difesa non ne sa nulla. Se l'ex commissario della Croce rossa, Maurizio Scelli, chiamato in causa dall'ispettorato delle finanze per un ammanco di 14 milioni di euro sui conti della Croce rossa, contava in una sponda presso il ministero di via XX settembre per spiegare il giallo, quella sponda, al momento, è venuta meno. ´Non dispongo di elementi per poter commentare e rimetto a chi di competenza, ivi compresa la magistratura, il giudizio sulla vicenda', ha commentato ieri un gelido ministro della difesa, Arturo Parisi. Quando e se la magistratura sarà chiamata in causa non è ancora dato saperlo. Ma intanto il caso Croce rossa prende sempre più piede e anche la politica è chiamata ad occuparsene. Ieri un'interrogazione parlamentare, presentata da Tana De Zulueta dei Verdi, chiede un accertamento sullo stato delle cose. Mentre i dipendenti della Croce rossa oggi tornano in piazza a Roma, con tanto di presidio a Montecitorio, contro il blocco degli avanzamenti di carriera, frutto dello stato precario dei bilanci dell'ente.
Lo stop agli aumenti di stipendio è stato infatti deciso dalla Cri a fronte della delicata situazione contabile e della mancanza dei fondi necessari (si veda il servizio in pagina). L'ex numero uno della Cri nell'intervista di ieri a ItaliaOggi sosteneva che non vi era nessun mistero sui 14 milioni accreditati dalla Difesa, e spariti, secondo l'ispezione del ministero dell'economia, dai bilanci della Cri. Che la Difesa, continua Scelli, sa bene dove sono finiti i fondi in questione: spesi per la missione. E che solo un ritardo tecnico non aveva ancora consentito di rendicontare le relative spese sui bilanci dell'ente. ´Noi non abbiamo pagato riscatti in Iraq', incalza Scelli, ´non abbiamo utilizzando i fondi che ci arrivavano dallo stato per scopi diversi da quelli previsti', è la spiegazione di Scelli.
Ma la Difesa, a questa ricostruzione, pare proprio che non ci voglia stare. Parisi, alle richieste dei cronisti, ieri si è rifiutato di commentare la vicenda e di aggiungere particolari. Dove siano finiti quei soldi, dice Parisi, saranno altri ad accertarlo. E non è escluso, dice il ministro della Difesa, che lo faccia anche la magistratura. Il caso è subito rimbalzato in parlamento, con un'interrogazione presentata dalla De Zulueta. ´Serve un intervento dei ministri competenti dopo la notizia apparsa su un quotidiano di un buco di 14 milioni nei conti della Cri, relativo alla passata gestione'. Per la parlamentare, ´la relazione di 72 pagine dell'ispettorato del ministero dell'economia, scritta dopo le verifiche fatte ai bilanci della Croce rossa italiana nel periodo che va dal 2002 al 2005, è inquietante e getta ombre sulla gestione dell'ente al quale il ministero della difesa aveva erogato contributi per 32,9 milioni per la gestione dell'emergenza in Iraq, dove sono finiti i soldi mancanti?', chiede la De Zulueta. ´Una delle ipotesi avanzate dagli stessi ispettori', sottolinea nell'interrogazione, ´è che quei fondi siano stati utilizzati per pagare i riscatti di alcuni rapimenti, anche se l'allora commissario straordinario Scelli ha negato questa eventualità', visto che la Croce rossa ´ebbe un ruolo fondamentale nelle trattative per il rilascio di alcuni connazionali rapiti sul territorio iracheno (Agliala, Stefio, Cupertino, Pari, Torretta e Baldoni). Il ministro della difesa Parisi ha già detto di non saperne nulla, ma', conclude la parlamentare, ´ci aspettiamo una inchiesta immediata che possa far luce sulla vicenda'.
E ora arrivano a far salire la temperatura anche le proteste dei lavoratori della Cri. I sindacati Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Ugl hanno indetto per questa mattina una manifestazione nazionale in piazza Montecitorio per sostenere il pagamento delle indennità accessorie promesse, e mai arrivate, e la regolarizzazione di tutti i precari.
Le decisione di manifestare è stata presa dopo gli incontri avuti con i ministeri della salute e della funzione pubblica che si sono rivelati, sottolinea un comunicato unitario, ´insoddisfacenti. La vertenza, che si trascina ormai da oltre sei mesi', prosegue il comunicato, ´vede i lavoratori dell'ente ancora in attesa di percepire quote rilevanti di salario riferite ad anni passati e gli oltre 2400 precari in attesa di soluzioni certe per i contratti in scadenza al 31 dicembre'. Quegli stessi aumenti, che, a parere della relazione dell'ispettore delle finanze, difficilmente potranno essere dati, salvo interventi contabili. Visto che i fondi al momento non ci sono.


8 novembre 2006 - Ansa

CROCE ROSSA: VERTENZA; DOMANI LAVORATORI CRI IN PIAZZA

ROMA - I lavoratori della Croce Rossa Italiana torneranno in piazza. I sindacati Cgil, Cisl, Uil, Rdb e Ugl hanno indetto per domani mattina, 9 novembre, una manifestazione nazionale in piazza Montecitorio per sostenere la vertenza dell'organizzazione che chiede il reintegro dei precari e il pagamento delle indennita' accessorie promesse. Le decisione della manifestazione e' stata presa dopo gli incontri avuti con i ministeri della salute e della funzione pubblica che si sono rivelati - sottolinea un comunicato ''insoddisfacenti''. ''La vertenza, che si trascina ormai da oltre sei mesi - prosegue il comunicato - vede i lavoratori dell'ente ancora in attesa di percepire quote rilevanti di salario riferite ad anni passati e gli oltre 2400 precari in attesa di soluzioni certe per i contratti in scadenza al 31 dicembre. Durante la manifestazione, i lavoratori chiederanno l'inserimento nella Finanziaria 2007 di un emendamento specifico che garantisca la stabilizzazione (o, in subordine, almeno la proroga) di tutti i precari Cri (e non solo di una minima parte di essi, come proposto dal Ministero della Funzione Pubblica) ed un atto politico del Governo che consenta di sbloccare i pagamenti dovuti (che il Ministero della Salute ha rifiutato sinora di assumere). Dopo tanti incontri e tante promesse, anche da parte del Presidente del Consiglio Romano Prodi, i lavoratori della Croce Rossa sono di nuovo in piazza a rivendicare i propri diritti e minacciano ulteriori e piu' incisive azioni di lotta qualora non dovessero emergere soluzioni positive''.


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