Dal periodico "ANNA" : Gioco col fuoco

Roma -

Pubblichiamo la parte dell’articolo in cui interviene Paola Recchia dell’associazione “Donna e fuoco”

 

 

Troppi pregiudizi

“Sono a tutti gli effetti lavoratori precari. Servono solo nei casi di calamità, per un periodo di 20 giorni all’anno, che una recente legge ha esteso a un massimo di 160”, spiega Paola Recchia, coordinatrice dell’associazione “Donna e fuoco”, nata nel ’98 per rivendicare il diritto a un posto di lavoro stabile per le vigilesse. Un obiettivo tutt’altro che facile.

Bastano due dati. “La prima donna nella graduatoria dei lavoratori discontinui dell’ultimo concorso è la numero 1.600. E su 26.000 vigili permanenti italiani solo 15 sono donne. C’è troppa discriminazione”, precisa Recchia. “Molti pensano che le donne non siano in grado di fare lavori pesanti” dice Teresa Turato, 30 anni, discontinua: “Ma la forza fisica non è tutto: è in primo luogo una questione di carattere e tenacia”.

 

 

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