Documento R.d.B. C.U.B. sulla Finanziaria Regionale

Napoli -

Chi deve dare e chi deve avere. Sempre più penalizzate le fasce sociali deboli.

Chi deve avere, chi deve dare. Finanziaria Regionale 2007. Sempre più penalizzate le fascie sociali deboli.                                                                       

 LA R.d.B./C.U.B. apprezza la decisione di questa commissione, di inserire, tra le OO.SS. che tradizionalmente sono sentite sulla finanziaria Regionale, anche una O.S. conflittuale e non concertativa.

 Un segnale di apertura democratica che fa sperare in una inversione di tendenza da parte del governo locale nei confronti di realtà rappresentative alternative presenti in questa Regione.

 Proprio per la diversa caratteristica di questa O.S. e per l’inesperienza in tali compiti, le considerazioni risulteranno nella forma e nei contenuti, di taglio diverso dalle altre, per esempio, non saranno proposte finalizzate a legittimare una qualsiasi forma di concertazione.

 La finanziaria Regionale è scritta nel solco tracciato dalla finanziaria Nazionale per la quale, la R.d.B. / C.U.B. ha proclamato uno sciopero generale con manifestazioni in oltre venti città, che hanno visto la partecipazione di circa 350.000 persone, perché si ritiene che questa finanziaria vada ancora a colpire le fasce più deboli della società, mentre continua a finanziare le imprese e le guerre, non si vede discontinuità con il governo precedente e non si rispettano gli impegni assunti durante la campagna elettorale.

 In ambito Regionale (della Campania) paradossalmente, i problemi sono anche maggiori di quelli Nazionali, ad essi infatti, occorre aggiungere il disastro gestionale della sanità, il dramma della disoccupazione e della mancanza di reddito dei cittadini, il fenomeno criminale organizzato e non, lo scandalo dei rifiuti e delle società miste; l’invivibilità metropolitana e delle periferie, (casa, trasporti, scuola, traffico, inquinamento, microcriminalità, ecc.). ma il problema politico economico di fondo è sempre lo stesso.

Chi deve dare e chi deve avere. 

 

La R.d.B. ritiene che per avviare un reale discorso di discontinuità con il recente e remoto passato, occorre intervenire sui giusti punti  delle entrate e delle uscite, considerando le problematiche sociali ed economiche che da sempre, ma in particolare in questo periodo, stanno facendo scoppiare le contraddizioni in modo drammatico e violento su tutto il territorio Regionale. 

 

L’intervento sulla evasione fiscale e sul lavoro nero, come pure su tutti gli altri problemi, se non sono sostenuti da un reale meccanismo di controllo e di repressione, rimangono solo delle operazioni di facciata e di propaganda.

 

L’ispettorato del lavoro, la guardia di finanza e la stessa procura, non funzionano, per mancanza di risorse, mezzi e/o per altri motivi. Così pure polizia, carabinieri e vigili urbani.

 

Dunque o si fanno funzionare questi istituti di controllo per il rispetto della legalità oppure non si faranno mai dei passi avanti verso quel discorso tanto di moda di miglioramento del livello di civiltà in questa regione e non si recupereranno mai da quel fronte le risorse che si dovrebbero e si potrebbero recuperare.

 

Nella regione Campania, oltre ad esserci il doppio delle case rispetto al numero degli abitanti, mentre una enormità di cittadini e privo di case, un numero impressionante di persone paga l’affitto in nero e non possono difendersi, perché dopo la cancellazione dell’equo canone e la lenta e progressiva distruzione dell’IACP, che faceva da calmiere ad un mercato delle case selvaggio, il cittadino inquilino è ostaggio dell’estorsione dei proprietari di case.

 

In questo settore occorrerebbe rilanciare l’edilizia popolare attraverso un rifinanziamento e regolarizzare il mercato dei fitti, istituendo un agenzia pubblica in ogni provincia, dove obbligatoriamente devono essere sottoscritti e registrati i contratti di fitto, solo cosi non potranno più evadere il fisco e i prezzi sarebbero sì liberi, ma trasparenti e tassati.

 

La disoccupazione e strettamente legata alla formazione o meglio, alla mancanza di formazione, questa deve smettere di essere un serbatoio di consensi politici – elettorali da usare all’occorrenza, eserciti di diseredati assistiti con pochi euro, per anni in attesa di un lavoro che sanno tutti, non verrà mai, ma che fingono tutti di non sapere.

 

Un esercito di persone che anche volendo, non potrebbero più oramai svolgere un vero lavoro,  perché non hanno una qualifica, visto che i corsi di formazione sono fasulli e perché in tanti anni di cortei, si sono talmente abituati a stare all’aperto, che un lavoro al chiuso li ammazzerebbe.

 

Occorre che la formazione diventi ciò che è in altre Regioni, cioè un’opportunità vera per i giovani per trovare un lavoro, ed un investimento per la società.

 

Essa deve essere accessibile e favorita, come avviene da per tutto, anche attraverso un rimborso spesa, ma non facendo diventare questi soldi dei cittadini, un sussidio per mantenere truppe di clientele e consensi politici ed elettorali, da spendersi all’occorrenza, come avviene in Campania.

 

Inoltre la formazione dovrebbe avvenire in base alla richiesta reale del mercato del lavoro e gestita esclusivamente dalle strutture pubbliche, evitando speculazioni sulle speranze dei disoccupati.

 

Non si dovrà più ripetere che la formazione di qualifiche inutili e fuori mercato vengono svolte dalla Regione, pagando i corsisti ex disoccupati organizzati, mentre scuole di formazione private, vengono autorizzate dalla stessa Regione a svolgere corsi di Operatore Socio Sanitario, facendosi pagare da  1.300 a 3000 euro, perché questa qualifica è richiesta sul mercato.

 

Corsi inoltre, che non danno alcuna garanzia di qualità, perché nessuno li controlla.

 

 

I rifiuti, è superfluo aggiungere altro a quanto già si conosce e si è detto, sui termovalorizzatori, sulla differenziata e sulle società miste, sarebbe come sparare sulla croce rossa.

 

Una sola cosa però va detta, mentre si trova, se si trova, una soluzione per i rifiuti, perché non si blocca l’entrata dei rifiuti tossici che da anni arrivano nelle nostre discariche abusive e autorizzate da altre Regioni che stanno avvelenando noi e avveleneranno chissà per quanti anni i nostri figli.

 

L’inquinamento, piuttosto che continuare con operazioni inutili e di facciata come le domeniche a piedi che non risolvono niente e penalizzano ancora una volta gli abitanti delle periferie che non hanno le piazze o i lungomare come al centro, perché non si incomincia a trasformare l’intero parco auto pubblico, ( bus, ambulanze, auto di polizia, carabinieri, finanzieri, vigili urbani, taxi, ecc.) con auto non inquinanti; perché non si incomincia a regolamentare il carico e scarico in orari stabiliti, come in altre città, perché non si concepisce ancora che esiste anche un dannosissimo inquinamento acustico e si incomincia ad intervenire.

 

In una logica che noi rifiutiamo, applicando il modello di amministrazione aziendalistica, alcune Regioni, basandosi sulle risorse e capacità locali, (turismo, riciclaggio rifiuti, ecc.) sono riuscite a recuperare ingenti risorse, i vari tentativi di recuperare risorse nella nostra Regione, cercando di sfruttare le tradizionali caratteristiche ambientali, artigianali, artistiche e culinarie, hanno sempre fallito o prodotto meno di quando ci si aspettava.

 

Forse, se cambiassimo il punto di osservazione e ci liberassimo dalla vecchia e stereopatica immagine della Regione ad esclusiva ispirazione turistica e vedessimo le cose con più realismo aziendale, ci renderemmo conto che, con la situazione che abbiamo, del non rispetto delle leggi, potremmo risanare il bilancio delle Regione, semplicemente facendole rispettare.

 

quello che si potrebbe incassare se si controllassero realmente i motociclisti e gli automobilisti in questa Regione, per come guidano, si potrebbe risanare in poco tempo il deficit della sanità, oltre che limitare enormemente gli scippi e gli spostamenti della malavita che avvengono con tali mezzi.

 

Senza contare se si controllassero anche licenze, autorizzazioni, permessi ecc., di esercizi commerciali, artigiani, professionisti, industrie e imprese di costruzione, cioè quello che normalmente avviene nelle altre Regioni.

 

La sanità, il problema madre della nostra Regione, quello che ha prodotto più debiti, più deficit  ma anche più voti e consensi per i partiti che l’hanno gestita, e forse non è un caso.

 

Ma questo non è il momento di fare polemiche, questo è il momento di fare delle osservazioni costruttive sulla proposta di finanziaria Regionale. Nella speranza che si voglia cambiare politica e non solo ripianare i debiti pregressi e rientrare con il deficit di bilancio.

 

Sulla delibera n. 1843, non possiamo politicamente trovarci d’accordo perché si vuole far pagare i costi di un disastro gestionale, agli stessi soggetti che di questo disastro sono le vittime, ed hanno pagato fin’ora solo loro, i cittadini.

 

Nel merito invece, siamo convinti che la politica dei tagli e della riduzione della spesa, piuttosto che una maggiore razionalità, provocherà un ulteriore peggioramento della situazione, perché provocherà un peggioramento ulteriore della sanità pubblica ed un allontanamento ulteriore degli utenti dalla sanità pubblica Regionale, facendo aumentare la richiesta di sanità privata e verso le altre Regioni, facendo cosi lievitare ancora di più la spesa.

 

Inoltre, riteniamo che l’avvenuta cartolarizzazione dei beni della sanità pubblica, per ottenere il prestito dalle banche per risanare i debiti pregressi, sia incostituzionale, in quando, tale operazione è consentita solo per progetti di sviluppo e non per ripianare debiti.

 

Senza contare che se per qualsiasi motivo, non si riuscisse a pagare il debito trentennale, le generazioni future, già senza pensione, rischiano di ritrovarsi anche con gli ospedali  pubblici di proprietà delle banche private, praticamente l’america.

 

Il problema della criminalità, fino a quando si continuerà, per convenienza o stupidaggine a voler credere che il fenomeno sia una causa e non capisce che invece è un effetto, avremo sempre e solo qualche poliziotto in più ed il problema non cambierà di un centimetro, come avviene da anni e come sta avvenendo anche dopo la visita di Prodi, che non rifinanzia la quota del governo per il reddito di cittadinanza e dichiara che non c’è nessuna emergenza, perché il numero dei morti ammazzati, secondo lui, è nella media, poco importa se poi questa media è la più alta del mondo, per non parlare che dopo la visita del ministro degli interni Amato, è stata disposta la chiusura di 5 commissariati ed il ridimensionamento di altri quattro.

 

Il problema dunque, va affrontato alla radice, attraverso un rigido controllo sull’evasione scolastica ed un controllo da parte di assistenti sociali, sulle condizioni delle famiglie meno abbienti, per verificare se mancano loro i diritti primari, in una società civile deve essere  interesse di tutti assicurarsi che questo non avvenga.

 

Nella nostra Regione, il tasso di disoccupazione, il numero di senza reddito e senza casa, il numero di persone che non possono accedere ai servizi sociali, ai consumi essenziali e secondari, è oltre ogni limite fisiologico rispetto agli standard di una società capitalista e consumistica.

 

Questo porta ad una riduzione di scolarità, di civismo, di pulizia, di onestà, di educazione, perché tutti questi valori sono successivi al soddisfacimento dei bisogni primari.

 

Ogni mattina migliaia di nostri concittadini, escono di casa e non sanno se ritornano con qualcosa da mangiare per i loro figli, questi sono disposti a tutto perché l’alternativa è il suicidio.

 

Quale interesse, voglia e motivazione dovrebbero avere queste persone per comportarsi come piacerebbe a noi che non abbiamo i loro stessi problemi.

 

Di tutto questo non si può continuare a far finta di non sapere e non vedere.

 

La manovalanza che ingrossa le file della criminalità per 100 euro alla settimana, la produce questa situazione.

 

Occorre riequilibrare questa anomalia tutta Campana e ricondurre dentro limiti accettabili il divario tra le classi sociali di questa Regione, assicurando una esistenza più dignitosa alle classe meno abbiente.

 

Occorre assicurare ad ogni famiglia un reddito minimo di sopravvivenza, un sostegno sulle spese dei servizi attraverso riduzioni ed esenzioni, esempio: (l’estensione dell’esenzione del ticket sanitario, anche agli inoccupati) n.b. attualmente è solo per i disoccupati che hanno perso il lavoro da un anno.

 

Occorre avviare alla formazione finalizzata e alla successiva occupazione in attività sociali per il miglioramento delle periferie, per il recupero dei beni immobili pubblici, del patrimonio artistico ed ambientale cittadino e marino della Regione, di migliaia di disoccupati, per recuperarli nella società civile e strapparli alla criminalità.

 

Nell’ambito più ambio di un recupero dei rapporti di convivenza civile nelle nostre città, occorre intervenire urgentemente sul lavoro precario, molti lavoratori prestano la loro attività presso strutture pubbliche con rapporto di lavoro precario, diretto o indiretto a seguito di esternalizzazione di servizi ed attività.

 

Condizione che rendono precarie la vita stessa di queste persone, impossibilitati a programmare un futuro per loro e per le loro famiglie.

 

Una trasformazione di questa situazione attraverso la stabilizzazione del rapporto lavorativo e la reinternalizzazione di alcuni servizi, migliorerebbe la qualità della vita di questi lavoratori, a seguito di una maggiore certezza della serenità per il futuro.

 

Migliorerebbe la qualità dei servizi a seguito del rapporto di appartenenza diretta instauratosi con l’azienda; avverrebbe a costo zero per quelli che hanno un rapporto di lavoro diretto con l’azienda pubblica  e porterebbe addirittura ad un risparmio del 25% sulla spesa, l’assunzione diretta di quei lavoratori che hanno il rapporto di lavoro indiretto, attraverso la mediazione delle cooperative o ditte private.

 

Il tutto avrebbe una ricaduta positiva sul problema sociale complessivo e sulla riduzione del  fenomeno criminale.

 

Un problema inoltre che non si può trascurare è quello degli immigrati, essi vanno aiutati ad inserirsi con dignità all’interno della società, applicando anche a loro gli stessi interventi sopra descritti per i cittadini stanziali meno abbienti, per evitare un effetto travaso e ritrovarci con lo stesso problema, spostato sugli immigrati o peggio, esteso  anche a loro se non si risolverà per i cittadini Campani.   

             

R.d.B./CUB - Regione Campania

 

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