Fondo di sede 2006 - IV dipartimento

Roma -

Si è tenuto, il 5 dicembre 2006, l’incontro con la delegazione di parte pubblica del IV dipartimento avente, come ordine del giorno, l’individuazione dei criteri per l’erogazione del fondo di sede per l’anno 2006 e la sperimentazione di un sistema di valutazione del personale per la remunerazione della produttività individuale.

 

Dopo un’ampia discussione, la RSU del IV dipartimento ha presentato, all’amministrazione, una proposta che prevedeva la chiusura di due distinti accordi.

Il primo, relativo al fondo di sede 2006, da siglare con gli stessi criteri e scala parametrale del 2005.

Il secondo, l’istituzione di un tavolo tecnico concernente un’indagine conoscitiva sui modelli organizzativi dei processi lavorativi interni e sull’utilizzo delle professionalità dei lavoratori del IV dipartimento, da far partire entro il mese di gennaio 2007.

 

Di fronte a questa concreta e significativa proposta, l’amministrazione ha, invece, consegnato dopo articolati funambolismi, una proposta che individuava, in una scala parametrale 100/190 e nella destinazione di una quota pari al 5% dell’intero fondo di sede 2006 ai soli uffici del SCP che hanno trattato i fascicoli personali, la più adeguata e logica risposta alle penose condizioni economiche in cui languono i lavoratori del IV dipartimento.

E, per far quadrare il cerchio e con forte spirito di emulazione masochistica verso le esperienze già percorse in altri dipartimenti, la parte pubblica del IV dipartimento ha presentato alle parti anche un’intesa, con tanto di allegato tecnico, sulla sperimentazione di un sistema di valutazione dei lavoratori al fine di remunerare, con il salario dei lavoratori e non certamente con la retribuzione di risultato e della responsabilità dirigenziale, la produttività individuale.

 

Insomma, la solita “storiella” trita e ritrita che è, ormai, divenuta prassi e consuetudine al IV dipartimento.

In realtà, l’amministrazione ha la necessità di accontentare parti sempre più consistenti di clientelismo. E lo esercita da un lato facendo aumentare vertiginosamente la spesa per turni, reperibilità, straordinari e, dall’altra, promettendo cospicue “fette” di salario accessorio da sottrarre al fondo di sede di tutti i lavoratori.

Lo maschera con eleganza, utilizzando argomenti che puntano sulla efficienza e sulla necessità di diversificare il salario accessorio utilizzando un sistema di valutazione dirigenziale al quale il lavoratore deve essere sottoposto.

Allora, secondo l’amministrazione, occorre valutare, con tanto di pagellina, la qualità e la quantità della prestazione, l’impegno e l’orientamento al risultato e, persino, le capacità relazionali all’interno dell’ufficio.

Occorre, quindi, entrare in ufficio disponibili, flessibili, accondiscendenti, proni e con il sorriso stampato sulla bocca per avere qualche euro in più.

 

E’ evidente che i tortelli innaffiati da un copioso vino, consumati nella cena che si è svolta alcuni giorni fa in uno degli alberghi più sofisticati di Roma, tra Pietro Ichino, fustigatore dei dipendenti fannulloni, e gli altri commensali tra i quali l’alta dirigenza del IV dipartimento, ha veramente dato alla testa. (clicca su questo link per leggere l’articolo di stampa)

RDB/CUB SARA’ IN PRIMA LINEA PER LA DIFESA DEL SALARIO DEI LAVORATORI

CONTRO OGNI FORMA DI REMUNERAZIONE INIQUA E DISEGUALE

Ed è per questo che la RdB/CUB ha proposto come criterio di remunerazione del fondo di sede 2006, UNA UNICA ED IDENTICA ALIQUOTA per tutti i lavoratori senza distinzione di profilo economico, di sesso o di religione.

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