Il dito o la luna. Lettera aperta ai partecipanti all'assemblea delle Rsu di venerdì 1 dicembre

Nazionale -

 

L’assemblea di oggi rischia di essere l’ennesima occasione persa se non si affronta la questione centrale che va ben aldilà della pur importante questione della democrazia sindacale, delle iniziative da assumere contro lo scippo del tfr, i nuovi tagli alle pensioni pubbliche previsti nel memorandum sottoscritto da cgil-cisl-uil con il governo e del consenso dato da queste organizzazioni alla legge finanziaria.Come è noto la Cub e l’insieme del sindacalismo di base ha recentemente proclamato uno sciopero generale che ha visto una importante adesione da parte dei lavoratori, nelle cui parole d’ordine la difesa del sistema previdenziale pubblico e del tfr erano centrali.Cub ha già deciso di continuare la mobilitazione contro il silenzio assenso, per il rilancio della previdenza pubblica e contrastare la politica della sistematica riduzione dei trattamenti pensionistici pubblici a favore dei fondi pensione.La partecipazione dei lavoratori alle decisioni non può esserci oppure è ridotta a una farsa perchè la concertazione ha spostato il livello della legittimazione ad agire per cgil-cisl-uil dai lavoratori al padronato e ai governi L’entità delle somme che andranno ad alimentare i fondi pensione gestiti da cgil-cisl-uil con lo scippo del tfr, produrranno un ulteriore cambiamento nella natura di queste organizzazioni e il loro trasformarsi in enti finanziari con tutte le conseguenze su ruolo e funzione. Gli interessi alla base dell’agire saranno dettati dall’uso delle risorse dei fondi, dalle decisioni che verranno prese nei consigli di amministrazione, dalle scelte sugli investimenti e del loro risultato.La questione che è sempre più evidente chiama in causa la riformabilità di cgil-cisl-uil e la possibilità che esse si occupino in una forma accettabile della tutela dei lavoratori e del livello di democrazia sia al loro interno e nel rapporto con i lavoratori.La Cub e centinaia di migliaia di lavoratori pensano che la situazione sia destinata solo ad aggravarsi e ad accentuare la distanza tra gli interessi dei ceti popolari e l’agire di cgil-cisl-uil.Se si guarda alla luna e non al dito, il problema sostanziale è quello di prendere atto di questa tendenza ormai irreversibile e di partecipare alla costruzione del sindacato di base per riprendere con i lavoratori un percorso che porti a recuperare diritti e tutele persi negli anni.

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