La Notte in BIANCO

Roma -

   
Anticipata dai giornali, la notizia si è concretizzata ieri con l'invio, ai lavoratori del MEF, di una garbata e_mail da parte del ministro Tommaso Padoa Schioppa.
"Il prossimo 9 settembre 2006, in occasione della "Notte Bianca" promossa dal Comune di Roma, la prestigiosa sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze, noto anche come il Palazzo delle Finanze, verrà aperta al pubblico.
Guide esperte vi accompagneranno nelle sale storiche, in un itinerario che consentirà di ammirare le affascinanti architetture, le numerose opere di raro valore artistico e gli ambienti ricchi di significato storico. Un patrimonio che volentieri mostreremo a tutti i cittadini e a chiunque avrà la fortuna di passeggiare per le strade della Capitale in quella serata.
Il programma prevede la possibilità di visitare il Palazzo dalle 17.00 alle 20.00 e dalle 23.00 alle 02.00. E alle ore 21.00, aperto a tutti, si terrà nel cortile interno del Dicastero il concerto della Banda della Guardia di Finanza.
Nell’invitarvi a partecipare, vorrei rivolgere un ringraziamento al Sottosegretario Pier Paolo Cento per aver promosso e sostenuto l’iniziativa, nonché ai volontari del Fai e del nostro Ministero che contribuiranno al successo dell’evento.
Non mi resta che augurarvi buon divertimento."

In realtà, i lavoratori del MEF hanno veramente ben poco da divertirsi.
Non tanto per l'iniziativa veltroniana della notte bianca romana, anche se, su questa, ci sarebbe molto da discutere.
Roma, come molti altre città del nostro paese è, da tempo, preda di proposte politiche basate su stereotipi, banalizzazioni, autoritarismo e negazione della diversità.
Questo, ha generato valori e comportamenti basati sulla supremazia e sulla sopraffazione.
Una cultura intollerante e razzista che ha ottenuto, nel tempo, uno spazio enorme per potersi insinuare e attestarsi sul territorio.
La sua avanzata è stata sostenuta anche da quell'idea di normalizzazione e di revisionismo storico che vede i torturatori assomigliare sempre più ai torturati.
Venti mesi, centotrentaquattro aggressioni.
Agli spettatori della "notte bianca" si propone l'ultimo racconto, quella della morte del compagno Renato dopo una sera di festa.
Un ragazzo di 26 anni aggredito e assassinato all'interno di questo contesto, per mano di questa cultura che ha, nell'odio e nell'eliminazione del diverso, il suo collante.

Il ministro Tommaso Padoa Schioppa, quindi, da un lato "apre" le porte del dicastero al pubblico e, dall'altro, le "chiude" sopprimendo interi uffici periferici e gettando nello sconforto migliaia di lavoratori.
Girovagare la notte lungo i corridoi blindati e "zeppi" di telecamere, allietati dalle marcette della fanfara, certamente non sarà, per i lavoratori, un palliativo alla politica economica proposta con il DPEF e alle anticipazioni della futura legge Finanziaria.

Pubblico impiego, enti locali, sanità, previdenza, questi sono i capitoli di spesa sui quali il ministro TPS invoca misure strutturali tramite tagli radicali e condivisi con i sindacati concertativi, Cgil, Cisl e Uil.
Affondo al sistema previdenziale pubblico e rilancio della previdenza privata (attraverso lo scippo ai lavoratori del TFR), ticket sulle prestazioni sanitarie e chiusura di presidi ospedalieri, disimpegno dello Stato sul territorio con la chiusura delle sedi provinciali dei ministeri, stanziamento irrisorio per rinnovare i contratti pubblici, blocco della contrattazione integrativa.


Quindi, anziché redistribuire il reddito mediante una seria politica di attacco all'evasione e all'elusione fiscale e, in generale, alle dimensioni dell'economia sommersa e della rendita parassitaria, fondiaria e finanziaria, si preferisce percorrere quella dello smantellamento delle protezioni sociali e dei diritti universali dei lavoratori.
Un vero e proprio salasso che colpirà lo stato sociale e le fasce più deboli della popolazione.

Insomma, vere notti in bianco, notti insonni, alle quali i lavoratori risponderanno con lo SCIOPERO GENERALE.

 

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