PER CHE COSA DOBBIAMO LOTTARE?

Roma -

Dopo aver sottoscritto un contratto decentrato che ha dimostrato di essere inefficace ad arginare il fenomeno del precariato, l’amministrazione comunale continua nello smantellamento dello stato sociale regalando soldi ai privati che aprono nidi aziendali e a Farmacap cui in prospettiva, si prevede di affidare interamente il servizio.

I tentennamenti e, in qualche caso, le complicità del sindacato concertativo sono oramai chiare a tutto il personale, che è lasciato alla mercè degli umori di tutta la catena di comando dell’ente e dei genitori che percepiscono un progressivo e generale scadimento del servizio.

Non è vero che le condizioni economiche dell’ente sono aggravate dalla spesa per le supplenti come vorrebbe farci credere la Coscia: la spesa per le supplenti è cresciuta perché aumentano gli incarichi annuali in conseguenza della mancata sostituzione del personale che va in pensione!

La spesa di personale che grava pesantemente sulle tasche dei cittadini romani è invece il lucroso contratto per la dirigenza (con cui si sono suddivise le aree attribuendo compensi che aumentano del 30% la retribuzione dei dirigenti senza nessun reale cambiamento organizzativo), il consistente numero di dirigenti a contratto (5 Milioni di Euro) e le figure di alta specializzazione (altri 3 Milioni di Euro), le retribuzioni di collaboratori degli assessori prelevate dal nostro salario accessorio (tutti con la posizione organizzativa!)

Noi crediamo che oggi sia necessario ripartire da zero e mettere mano a una completa riorganizzazione del settore scolastico educativo che passi attraverso:

- una gestione interamente pubblica sia degli asili nido che delle scuole dell’infanzia e l’annullamento del conferimento dei nidi a Farmacap;

- la riapertura delle graduatorie e la stabilizzazione del precariato storico - che in taluni casi presenta oltre 20 anni di attività lavorativa presso il Comune di Roma - basata principalmente sul criterio dell’anzianità di servizio;

- l’annullamento del contratto decentrato riguardo al punteggio aggiuntivo per le graduatorie delle precarie e alle griglie orarie;

- l’effettiva autonomia didattica dei gruppi educativi e didattici;

- l’avvio di una sperimentazione – su base volontaria – di forme di autogestione in collaborazione tra lavoratori/lavoratrici e utenti eliminando le centralizzazioni imposte dal dipartimento;

- la rideterminazione della dotazione organica del settore scolastico-educativo in considerazione dell’ampliamento dei servizi prodotto nell’ultimo quinquennio;

- l’assunzione di personale ausiliario (OSSE, Cuochi, AEC) attraverso le graduatorie dei Centri per l’Impiego;

- la richiesta al governo di poteri speciali per fronteggiare l’emergenza sociale del settore scolastico-educativo.

 

UNISCITI A RdB
Rompi il muro della concertazione