PRECARI CRI: MA CHE CONFUSIONE…!

Nazionale -

Da tempo la RdB-CUB CRI sostiene che la Legge Finanziaria 2007, così com’è articolata al momento, non solo NON consente la stabilizzazione dei precari CRI (gli insufficienti soldi stanziati dovrebbero essere tutti, improbabilmente, assegnati alla CRI), ma NON garantisce nemmeno la loro proroga per un altro anno (rimarrebbero esclusi tutti i lavoratori non in possesso dei tre anni di servizio e tutti quelli impegnati nelle convenzioni che non dovessero essere rinnovate alla loro scadenza).
E’ per questo motivo che la RdB-CUB CRI, oltre a promuovere azioni di lotta (tra cui ben tre scioperi!) contro questa Finanziaria, ha provveduto a presentare emendamenti specifici per i precari CRI che, non essendo stati presi in considerazione alla Camera, sono stati riproposti al Senato (vedi allegato).
Anche i ripetuti incontri tra l’Amministrazione CRI ed i Ministeri vigilanti hanno portato all’impegno da parte del Governo a presentare un emendamento che preveda la proroga (solo la proroga…) dei precari CRI.
Tale emendamento, che per la ristrettezza dei tempi non è stato presentato alla Camera, pare che sia stato già presentato al Senato.
Risulta quindi chiaro che le pur lodevoli intenzioni dell’Amministrazione di prorogare TUTTI i contratti a tempo determinato in scadenza, dipendono, ovviamente, dall’approvazione di questo emendamento, senza il quale potranno essere prorogati solo alcuni, e non tutti, i contratti.
Risulta infatti che vi sia una sorta di direttiva del Comitato Centrale (della quale non siamo però ancora riusciti a venire in possesso) che invita i Direttori dei Comitati Provinciali a ricorrere ai lavoratori interinali a partire dal 1/1/2007 allo scopo di garantire la continuità del servizio.
Ancor più grave appare che qualche Direttore abbia vergognosamente tentato di approfittare della situazione promettendo la proroga ai precari in cambio del loro appoggio nella riconferma del proprio incarico (ma se ha veramente questo potere, come mai non lo ha sinora mai esercitato, limitandosi in ogni occasione a chiedere istruzioni per iscritto al Comitato Centrale??? E se ha così a cuore la sorte dei precari, perché non paga loro l’incentivo da subito?)
Apprendiamo inoltre che anche Cgil Cisl e Uil, che non avevano presentato alcun emendamento alla Camera (sostenendo che non ve ne fosse bisogno), pare che abbiano invece provveduto a presentare un emendamento al Senato, che prevede espressamente la proroga (solo la proroga, però…) per i lavoratori precari CRI, il cui testo risulta affisso nelle bacheche di diversi Comitati.
Non possiamo che rallegrarci di questa decisione che, oltre che darci ragione, dà sicuramente maggior forza alla giusta lotta dei precari, poiché in fondo, come recitava una trasmissione televisiva degli anni ’60, NON E’ MAI TROPPO TARDI…
Stupisce comunque questo repentino cambio di opinione, a fronte di un testo della Finanziaria che, per quanto riguarda i precari, è invece rimasto immutato, e lascia la sensazione che, forse troppo impegnati a difendere il "governo amico" questi tre sindacati abbiano fatto e continuino a fare parecchia confusione.
Prima si affannano infatti a rassicurare i precari dicendo che è tutto a posto, poi li chiamano invece a manifestare il 24/11 a piazza Farnese (ma, se tutto è a posto, che ragione c’è di manifestare?)…
Cgil e Cisl invitano a gran voce a partecipare alla protesta, ma il lungo comunicato Uil n. 19 del 22/11 conclude specificando che l’appuntamento del 24 non riguarda i precari degli Enti del Parastato, la maggior parte dei quali sarebbe già garantito dalla Finanziaria.
Ciò nonostante la Uil, insieme a Cgil e Cisl, invita i lavoratori a manifestare sotto il Ministero del Lavoro in via Veneto il 4/12 anche per la stabilizzazione dei precari.
Sorge francamente lo spiacevole dubbio che i lavoratori precari in generale, e quelli della CRI in particolare, facciano la parte del "pozzo" cui attingere strumentalmente quando c’è bisogno, per motivi politici, di portare la gente in piazza.
La cosa che suscita comunque maggiore stupore è che di fronte a questa enorme confusione, e a meno di un mese dalla scadenza del loro contratto, alcuni tra i lavoratori precari CRI ritengono ancora di … NON ALLARMARSI!
Ricordavamo francamente una ben diversa tensione appena l’anno scorso in presenza di condizioni sostanzialmente analoghe ma di… un diverso Governo!

La RdB-CUB CRI È, AL CONTRARIO, PARECCHIO ALLARMATA.

Riteniamo che i precari CRI non abbiano "governi amici", come forse qualcuno ritiene, ed è nostra ferma intenzione costringere questo Governo a rispettare le promesse fatte in campagna elettorale circa la stabilizzazione dei precari e la cancellazione della famigerata Legge 30 (Legge "Biagi").
Già martedì 5/12 siamo convocati al Ministero del Lavoro per la procedura di conciliazione, avendo intenzione, in mancanza di fatti risolutivi, di proclamare lo sciopero dei lavoratori CRI, fissi e precari, per lunedì 18 dicembre, in contemporanea con la prevista approvazione al Senato della Legge Finanziaria.
Nella mattinata di tale giornata stiamo preparando un’iniziativa di lotta che dia la massima visibilità ai lavoratori CRI su cui vi forniremo tempestive informazioni.
Nel pomeriggio della medesima giornata contiamo di effettuare una ASSEMBLEA NAZIONALE dei lavoratori precari CRI, presso il Comitato Centrale, in via Toscana, per decidere insieme le iniziative di lotta da assumere nel caso che il Senato non dovesse approvare nessuno degli emendamenti presentati.

 

In allegato il testo degli emendamenti RdB CRI

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