STOMACHEVOLE !

Roma -

Stomachevole.

Questo, è il termine più appropriato per descrivere il disgusto e i forti conati di vomito provocati dalla lettura del comunicato emesso il 21 novembre 2006, a firma congiunta, dalla CGIL e dalla CISL.

 

I disturbi gastrointestinali accompagnati a violente e ripetute evacuazioni, non sono stati generati dalla revoca dello sciopero dei lavoratori del MEF indetto per il prossimo 27 novembre 2006.

Siamo ormai abituati a queste pantomime. Negli ultimi giorni, questo è il secondo sciopero revocato prima di averlo proclamato.

 

Il meccanismo fisiopatologico che ha portato al fastidioso disturbo è la valutazione politica che queste OO.SS. danno sulla soppressione degli uffici provinciali del MEF e sul ridimensionamento di quelli centrali.

Hanno rivendicano il successo e l'accoglimento delle loro istanze che puntavano, nel ricollocamento del Ministero dell'Economia e delle Finanze all'interno dell'art. 32 dell'ex Disegno di Legge, la migliore garanzia per i lavoratori.

 

Una garanzia e una tranquillità dovuta dal fatto che, poi, occorrerà intervenire in fase di emanazione del regolamento attuativo in quanto sui provvedimenti di attuazione delle disposizioni aventi riflessi sull'organizzazione e sulla gestione dei rapporti di lavoro o sullo stato giuridico dei dipendenti pubblici saranno "sentite" le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

E' evidente che CGIL e CISL si accontentano di essere solo "sentite" in quanto hanno già "concertato" con il governo il futuro nero per i lavoratori del MEF.

 

Insomma, CGIL e CISL si assumono la responsabilità politica di condividere una manovra economica che, di fatto, sulla destrutturazione della Pubblica Amministrazione (incluso il MEF), l'esternalizzazione dei servizi erogati sul territorio e l'espulsione dei lavoratori dal ciclo produttivo, individua un pilastro fondamentale per il risanamento dei conti pubblici.

Certo, i termini letterali utilizzati sono diversi.

Da riformisti, democratici e liberisti temperati, CGIL e CISL chiamano "riordino" o "riorganizzazione delle articolazioni del MEF" quello che non è altro che lo smantellamento e la soppressione degli uffici.

Con "riconversione del personale" la rottamazione e il depauperamento delle professionalità acquisite.

Con "migliore funzionalità" l'esternalizzazione dei servizi erogati.

 

Lo abbiamo già scritto e non possiamo che ripeterlo.

La loro funzione è nota e chiara.

Svolgono il ruolo da "tappo", da "camera di decompressione" ai bisogni e agli interessi delle classi lavoratrici.

 

Di questo, i lavoratori ne sono consapevoli.

 

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