Su diritti, precarietà, reddito ripartirà la sfida al Governo Prodi

Roma -

Panorama: rinviati a giudizio per tentare di criminalizzare chi lotta contro il lavoro precario e il diritto al reddito

Solidarieta’ della Cub ai rinviati a giudizio per le iniziative di lotta del 6/11/04

 

Questa mattina, il GUP del Tribunale di Roma, Dott. Patarnello accogliendo in parte le richieste del PM, ha rinviato a giudizio 39 attivisti, tra cui uno dei coordinatori nazionali della CUB, Pierpaolo Leonardi, con imputazioni pesantissime, a partire dalla rapina aggravata, per le iniziative messe in atto il 6 Novembre 2004 a Roma, contro il carovita ed il precariato.

 


Quel giorno migliaia di precari, di disoccupati, diedero vita ad iniziative di lotta e ad una grande manifestazione per le vie di Roma, rivendicando reddito sociale e lavoro stabile e sicuro.

 


La risposta del Governo a quella giornata è stata il tentativo di impedire, attraverso la criminalizzazione del movimento, che le lotte contro il precariato ed il carovita assumessero un carattere di massa.

 


Nonostante tutto un susseguirsi di atti repressivi che hanno caratterizzato gli ultimi anni, la lotta contro il precariato è diventato uno dei punti centrali di scontro nel nostro paese, dalle MayDay al 6 ottobre scorso, migliaia di precari si sono organizzati affermando un nuovo protagonismo sociale.

 


Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà agli imputati, vogliamo rimarcare come i temi della precarietà, dei diritti, costituiscono a tutt’oggi gravi questioni che interrogano in maniera pressante l’agire delle forze sociali e le scelte dell’attuale maggioranza governativa.

 

 


22 gennaio 2007 - Ansa

BLITZ DISOBBEDIENTI: RINVII A GIUDIZIO, SOLIDARIETA' CUB

MILANO - La Confederazione unitaria di base (Cub) esprime ''solidarieta''' alle 39 persone rinviate a giudizio per la cosiddetta 'spesa proletaria' compiuta dai disobbedienti a Roma. Fra i rinviati a giudizio, rende noto il sindacato di base, vi e' anche uno dei coordinatori nazionali della Cub, Paolo Leonardi. Il leader del sindacato, Piergiorgio Tiboni, parla di ''tentativo di criminalizzare chi lotta contro il lavoro precario e per il diritto al reddito'' perche' il 6 novembre l' intento era una mobilitazione contro il carovita e ''per chiedere dignita' e condizioni di lavoro dignitose per chi e' costretto appunto al precariato''. ''Nell'esprimere tutta la nostra solidarieta' agli imputati - conclude Tiboni - rimarchiamo come i temi della precarieta' e dei diritti costituiscano a tutt'oggi gravi questioni che interrogano in maniera pressante l'agire delle forze sociali e le scelte dell'attuale maggioranza governativa. Affermiamo con ancora piu' forza il diritto a un lavoro stabile e al reddito sociale e su questi temi rilanciamo la sfida al Governo Prodi''.


23 gennaio 2007 - Gazzetta del Sud

Tra gli altri Luca Casarini e Nunzio D'Erme
Blitz dei Disobbedienti al supermarket 39 rinvii a giudizio
di Aldo Nicita

ROMA - Trentanove rinvii a giudizio e 66 proscioglimenti per la cosiddetta "spesa proletaria" compiuta dai Disobbedienti in un supermercato della catena "Panorama" e in una libreria della Feltrinelli il 6 novembre 2004 durante una manifestazione sul precariato. Lo ha deciso il gup Marco Patarnello.
Tra gli imputati che saranno processati – fissata la data: il 19 giugno prossimo – l'ex consigliere comunale di Roma Nunzio D'Erme, il leader dei Disobbedienti Luca Casarini, Guido Lutrario.
Fra i rinviati a giudizio – così ha reso noto il sindacato di base Cub – vi è anche uno dei coordinatori nazionali dell'organizzazione, Paolo Leonardi. Gli imputati, a seconda delle posizioni, risponderanno di rapina aggravata e lesioni.
La decisione del gup Paternello è stata presa in sede di esame della richiesta di rinvio a giudizio presentata dai pm Salvatore Vitello e Maria Cristina Palaia.
Per gli "espropri" del novembre 2004 (36 mila euro di merce trafugata dall'ipermercato di via Tiburtina e 18 mila dalla libreria di Largo Argentina), D'Erme, già coinvolto in procedimenti relativi all'occupazione abusiva di case, e altri finirono agli arresti domiciliari. Gli indagati si difesero sostenendo che le vicende relative alla "spesa proletaria" erano soltanto un'operazione mediatica e che nulla era stato portato via dai locali della Feltrinelli e del supermercato "Panorama".
Secondo i legali dei Disobbedienti, durante la manifestazione, non vi fu alcuna violenza ma fu soltanto una iniziativa pacifica. Il processo sarà celebrato dai giudici della decima sezione penale del tribunale di Roma.
La Confederazione unitaria di base (Cub) ha espresso «solidarietà alle 39 persone rinviate a giudizio».
Il leader del sindacato, Piergiorgio Tiboni, parla di «tentativo di criminalizzare chi lotta contro il lavoro precario e per il diritto al reddito» perché il 6 novembre 2004 l'intento era una mobilitazione contro il carovita e «per chiedere dignità e condizioni di lavoro dignitose per chi è costretto appunto al precariato».
«Nell'esprimere tutta la nostra solidarietà agli imputati – conclude Tiboni – rimarchiamo come i temi della precarietà e dei diritti costituiscano a tutt'oggi gravi questioni che interrogano in maniera pressante l'agire delle forze sociali e le scelte dell'attuale maggioranza governativa. Affermiamo con ancora più forza il diritto a un lavoro stabile e al reddito sociale e su questi temi rilanciamo apertamente la sfida al governo Prodi».


23 gennaio 2007 - Il Giornale

Spesa proletaria: alla sbarra anche D’Erme e Casarini

Roma - La «spesa proletaria» alla fine costa cara. In tutto sono 39 le persone rinviate a giudizio dal gup Marco Patarnello al termine dell’udienza preliminare sugli espropri compiuti il 6 novembre 2004 dal gruppo dei disobbedienti nella libreria Feltrinelli di Largo Argentina e nell’ipermercato Panorama che sorge sulla Tiburtina. Fra gli imputati anche Nunzio D’Erme (l’ex consigliere comunale finito sotto accusa qualche tempo fa per associazione criminale finalizzata all’occupazione abusiva di immobili) e Luca Casarini, due elementi di spicco in seno alla corrente «no global». Prosciolti invece «per non aver commesso il fatto» gli altri 66 indagati. Compreso Alessandro Foti, l’unico ad aver chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato: «C’era molta incertezza circa la sua identificazione - ha spiegato l’avvocato difensore Roberto De Vita - inoltre la mera partecipazione alla protesta non significa che abbia preso parte all’azione nei suoi risvolti illegali».
Ora bisognerà attendere il prossimo 19 giugno perché la decima sezione del tribunale penale collegiale sollevi il sipario sul processo. I reati contestati sono di concorso in rapina aggravata e di lesioni. Quest’ultimo però interessa solamente alcuni dei partecipanti, indiziati di aver aggredito un addetto alla sicurezza in servizio quel giorno a Panorama. Eppure doveva trattarsi di una manifestazione di protesta di natura pacifica. Una sorta di operazione mediatica rivolta a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi difficili quali il carovita e il precariato. A questo scopo i «disobbedienti» avevano fatto incetta di merce nell’ipermercato sulla Tiburtina (pretendendo, una volta sbarcati alla cassa col carrello pieno, di pagare un «prezzo politico»). In quell’occasione secondo gli investigatori sarebbero stati sottratti generi alimentari, capi di abbigliamento vari, materiale fotografico e strumenti informatici: ovvero 36mila euro. Il doppio di quanto denunciato dalla Feltrinelli del centro storico dove, sempre il 6 novembre, si era presentato nel pomeriggio un altro gruppo di attivisti.
Dalla parte degli accusati si sono schierati alcuni esponenti del centrosinistra. «Le pesanti imputazioni a cui si è giunti evidenziano il tentativo di demonizzare il movimento contro il precariato - ha affermato il vicepresidente del consiglio provinciale Nando Simeone - condizione che coinvolge migliaia di lavoratori. Quanto avvenuto nel supermercato Panorama altro non rappresenta che una manifestazione di disagio che peraltro accomuna milioni di cittadini vessati dal rincaro dei prezzi». Sulla questione si è soffermato anche il capogruppo comunale dei Comunisti italiani Fabio Nobile: «Nonostante non abbia condiviso la manifestazione sul piano formale, ritengo che accusare i militanti che vi hanno preso parte di rapina aggravata sia un errore al quale va posto rimedio al più presto. Non si possono criminalizzare movimenti che attraverso azioni simboliche cercano di mettere l’accento su importanti questioni sociali». La decisione presa dal gup Patarnello non è andata giù nemmeno a Rdb-Cub: «Quel giorno migliaia di precari e di disoccupati hanno dato vita a diverse iniziative di lotta e a una grande manifestazione per le vie di Roma rivendicando un impiego stabile e sicuro. Ma la risposta del governo è stata quella di criminalizzare il movimento al fine d’impedire che le lotte contro il precariato e il carovita assumessero un carattere di massa. Nell’esprimere la nostra solidarietà agli imputati ci sta a cuore sottolineare che i temi della precarietà e dei diritti costituiscono ancora oggi questioni di assoluta gravità, sulle quali l’attuale maggioranza governativa farebbe bene a interrogarsi seriamente».


23 gennaio 2007 - Corriere della Sera

«Spesa proletaria», processo per 39 Disobbedienti
La protesta alla Feltrinelli e al supermercato Panorama: accusati di rapina e lesioni. Escono di scena in 66

Roma - Trentanove rinvii a giudizio e 66 proscioglimenti. Questa la decisione del gup Marco Patarnello sulla «spesa proletaria» del 6 novembre 2004, quando i Disobbedienti assaltarono la Feltrinelli di largo Argentina e il supermercato Panorama sulla Tiburtina. Tra gli imputati che saranno processati il 19 giugno ci sono l'ex consigliere comunale Nunzio D'Erme ( nella foto), Luca Casarini, Guido Lutrario e Paolo Leonardi. I reati contestati dai pm Salvatore Vitello e Maria Cristina Palaia sono rapina aggravata (36 mila euro di merce trafugata dall'ipermercato e 18 mila dalla libreria) e lesioni. Gli indagati invece hanno sempre sostenuto che la «spesa proletaria» era stata soltanto un' operazione mediatica contro il carovita e che nulla era stato portato via dai due negozi.
Solidarietà ai no global è stata espressa dalla Cub (Confederazione unitaria di base), da Fabio Nobile, capogruppo dei Comunisti italiani in Campidoglio, e da Nando Simeone, vicepresidente del consiglio provinciale. Per il leader della Cub, Piergiorgio Tiboni, è in corso «un tentativo di criminalizzare chi lotta contro il lavoro precario». Anche Simeone stigmatizza «la demonizzazione del movimento contro la precarietà», mentre Nobile sottolinea: «Penso che rinviare a giudizio per rapina aggravata i militanti dei Disobbedienti sia stato un errore al quale, spero, si ponga presto rimedio».


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