UNA REALTA' VERGOGNOSA NEGLI APPALTI DEL COMUNE DI FIRENZE?

Firenze -

La nostra Organizzazione vuole denunciare quanto sta avvenendo all’interno dell’appalto del servizio del Comune di Firenze del Servizio Pre e Post Scuola.

La gara ha visto l’aggiudicazione del servizio da parte di una Cooperativa Sociale diversa da quella che attualmente lo gestiva. Come per legge e contratto nazionale sono state avviate le trattative per il passaggio dei lavoratori e lavoratrici alla nuova Cooperativa Sociale (Di Vittorio). Ma queste hanno riservato una brutta sorpresa.

Senza batter ciglio la CGIL, insieme presumibilmente alla CISL, ha accettato che i lavoratori e le lavoratrici si ritrovassero un accordo che abbassava il loro livello da uno superiore ad uno inferiore con una perdita che va dai 300 ai quasi 600 euro annui, presentandosi con un accordo in pratica già firmato. E poteva anche andare peggio visto che si prospettava anche un contratto a tempo determinato invece che indeterminato.

Non ci stupisce che, nonostante la rappresentatività della nostra organizzazione e la manifesta volontà da parte dei lavoratori del nostro coinvolgimento, in pieno stile Alitalia nessuno ci abbia convocato, nonostante espressamente avessimo esternato la volontà di confronto con la Cooperativa.

La ragione è chiara: meglio trattare con chi dei diritti dei lavoratori ne fa carta straccia legittimando che appalto dopo appalto i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici vengano falcidiati.

Ancor più grave l’atteggiamento dell’assessorato all’istruzione del Comune di Firenze che, per bocca della sua dirigente, ha ridotto le sue responsabilità ad un mero controllo "tecnico", senza in nessun modo intervenire davanti alla denuncia espressa dalla nostra organizzazione della perdita salariale, smascherando il suo ruolo primario nella piramide dello sfruttamento e della precarizzazione negli appalti.

Ora i lavoratori e le lavoratrici si trovano davanti ad un bivio prendere o lasciare, e questo grazie a chi ormai da tempo si dice di "sinistra", antiliberista, o sociale.

Noi diciamo a questi lavoratori e lavoratrici che abbiamo visto, con cui abbiamo parlato e ascoltato la loro rabbia e dei loro colleghi di non mollare, e anche se si troveranno a dover firmare i nuovi contratti di non restare sulla riva del fiume ad aspettare che risucceda tutto ciò.

Firenze, 13 Settembre 2005