VERTENZA CRI: OCCORRE TORNARE ALLA LOTTA!

Nazionale -

 

Dai vari commenti relativi all’incontro della scorsa settimana tra le OO.SS. CRI ed il Sottosegretario alla Salute Zucchelli, emerge un quadro di valutazioni estremamente composite ed a tratti contrastanti tra loro.

La RdB-CRI ritiene al riguardo di ribadire il giudizio totalmente negativo già dato dell’incontro, spiegando di seguito i motivi di tale "bocciatura" senza appello.

 

PRECARIATO: Il Sottosegretario Zucchelli ha ritenuto di liquidare questo spinosissimo problema garantendo che nessuno perderà il posto, basando tale ottimistica quanto generica affermazione sul semplice fatto che i lavoratori precari CRI sarebbero compresi nel piano pluriennale di stabilizzazione del precariato avviato dal Governo con la Finanziaria 2007.

La RdB-CRI ha contestato tale avventata affermazione ricordando al Sottosegretario che i fondi stanziati dalla Finanziaria sono appena sufficienti a stabilizzare nel 2007 in tutta la Pubblica Amministrazione non più di 2000 lavoratori, oltre i 7000 già inseriti nella Finanziaria dello scorso anno (dalla quale era però esclusa la Croce Rossa!), per un totale di appena 9000 unità (a fronte dei circa 2400 precari CRI e degli oltre 350.000 in tutto il Pubblico Impiego).

Quanti di questi 2000 posti spetteranno alla CRI?

Per gli anni successivi al 2007 il tanto decantato piano pluriennale del Governo prevede che ciascuna Amministrazione possa stabilizzare ogni anno un numero di precari non superiore al 20% dei pensionamenti verificatesi in corso d’anno!

Parliamo cioè di non più di 15-20 stabilizzazioni annue! (a voler essere ottimisti…!)

La RdB-CRI ha inoltre ricordato al Sottosegretario Zucchelli che l’art. 57 della Finanziaria, così com’è scritto, consente alle Amministrazioni di prorogare esclusivamente i contratti dei precari in possesso dei requisiti per la stabilizzazione (tre anni di servizio anche non continuativi negli ultimi cinque anni, ecc.), mentre taglia fuori tutti gli altri, e non da alcuna garanzia a quelli che, pur in possesso dei requisiti per la stabilizzazione, lavorano in forza di convenzioni che potrebbero NON essere rinnovate alla scadenza.

La RdB-CRI ha pertanto chiesto al Sottosegretario, senza ricevere però alcuna risposta, modifiche sostanziali alla Legge Finanziaria

(nella direzione di garantire almeno la proroga a tutti i precari CRI, come previsto dagli emendamenti presentati dalla RdB-CUB) e l’impegno ad attivarsi presso il Ministero degli Interni per il rinnovo automatico delle convenzioni in scadenza.

Una richiesta che giriamo al Presidente Barra, di cui abbiamo apprezzato il comunicato stampa dello scorso 26/10, auspicando la sua personale partecipazione al tavolo specifico sul precariato CRI previsto al Ministero della Funzione Pubblica per il pomeriggio di giovedì 2/11, dal quale risultano inspiegabilmente escluse le OO.SS.

 

PENDENZE ECONOMICHE PERSONALE CRI: Su questo problema, altrettanto grave, si è registrato un brusco dietro-front rispetto alle assicurazioni che erano emerse prima della pausa estiva e, sulla base delle quali, le OO.SS. avevano deciso di sospendere l’occupazione del Comitato Centrale.

Una marcia indietro evidentemente legata al risultato dell’ispezione condotta dalla Ragioneria Generale dello Stato i cui contenuti, per quanto riguarda la RdB-CRI, oltre a non essere assolutamente attendibili in più punti, non possono in alcun modo limitare il diritto dei dipendenti a percepire quanto pattuito con gli accordi sindacali.

Il Sottosegretario Zucchelli, pur riconoscendo tale diritto ai dipendenti CRI, ha però escluso qualsiasi intervento politico da parte del Governo, ipotizzando che l’unica possibile soluzione possa scaturire dal confronto tra Sindacati e Amministrazione CRI, sulla base di una possibile rateizzazione delle cifre spettanti.

Ipotesi del tutto surreale, pur se suggestiva, in quanto l’ostacolo al pagamento dei conguagli dell’incentivo degli anni passati e degli arretrati del II step non è tanto nella disponibilità economica da parte dell’Ente, quanto nell’opposizioneda parte del Collegio dei Revisori al pagamento di quanto dovuto al personale con somme non preventivamente destinate a tale scopo (concetto peraltro ribadito nella relazione dell’Ispettore del Ministero dell’Economia, che propone semplicemente di ricostituire al ribasso i Fondi dal 2002 in poi, recuperando evidentemente le somme pagate in più).

A questo punto è evidente che l’ipotesi di sottoscrivere un "protocollo d’intesa" (proposta peraltro avanzata da alcune OO.SS. e raccolta come un’ancora di salvezza dal Ministero della Salute) non rappresenta che una solenne presa in giro.

Tale protocollo, che avrebbe il modesto valore di un accordo tra le parti, non modificherebbe certo l’atteggiamento delCollegio dei Revisori, se non accompagnato da un atto politico ad hoc del Governo (decreto?) che il Ministero, se avesse voluto, avrebbe già potuto assumere, senza protocolli o altro.

 

Come si può ben vedere il giudizio totalmente negativo espresso dalla RdB-CRI (che è, tra l’altro, contraria a qualsiasi rateizzazione delle somme spettanti al personale!) appare del tutto giustificato.

Stupisce al contrario la tendenza di altri a trovare segnali positivi quando non ve ne sono affatto e la conseguente titubanza ad intensificare l’agitazione del personale, affiancando alle manifestazioni presso le sedi governative, più incisive iniziative di lotta.

Crediamo inoltre che i lavoratori precari CRI debbano interrogarsi sull’incomprensibile ed intempestivo ritiro da partedella CGIL, a livello nazionale, della propria adesione alla manifestazione contro il lavoro precario indetta da numerose forze della sinistra per sabato 4/11, proprio nel momento in cui lo stesso Capo dello Stato invita pubblicamente il Governo a fare di più su questo tema drammatico.

Appare evidente che, una volta intascato il ricco e vantaggioso accordo sul TFR, si sia di colpo ammorbidito il giudizio dei sindacati concertativi sulla Finanziaria 2007, che continua però come prima a non affrontare adeguatamente il problema del precariato, a non prevedere stanziamenti sufficienti per il rinnovo dei contratti pubblici, a tagliare risorse a sanità e ad enti locali.

 

La RdB, impegnata a livello nazionale nella preparazione dello sciopero generale del 17 novembre contro questa Finanziaria, continuerà a dare battaglia, senza se e senza ma, per la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari CRI e per il pagamento ai dipendenti CRI di tutte le somme dovute.

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