L'apertura di Amazon non può diventare un assegno in bianco. Lo sviluppo economico deve essere accompagnato dalla tutela del territorio, dell'ambiente e dei cittadini

Ancona -

L'apertura di Amazon non può diventare un assegno in bianco. Lo sviluppo economico deve essere accompagnato dalla tutela del territorio, dell'ambiente e dei cittadini.

AS.I.A.-USB Ancona osserva con attenzione l’avvio operativo del nuovo polo logistico Amazon di Jesi.

Non siamo tra coloro che considerano negativamente ogni investimento industriale né ignoriamo le opportunità occupazionali annunciate. Tuttavia, riteniamo che un investimento di queste dimensioni non possa essere valutato esclusivamente dal numero dei posti di lavoro promessi.

Un'infrastruttura logistica di questa portata modifica profondamente l'equilibrio del territorio.

Da mesi si parla di occupazione, ma quasi nessuno affronta seriamente le conseguenze urbanistiche, ambientali e sociali che inevitabilmente accompagneranno l'avvio delle attività.

La prima criticità riguarda il traffico.

L'ingresso di centinaia di mezzi pesanti ogni giorno comporterà inevitabilmente un aumento della circolazione lungo la viabilità provinciale, comunale e sulle principali direttrici di collegamento con l'Interporto Marche.

Maggiore traffico significa inevitabilmente:

  • aumento delle emissioni di PM10 e PM2.5;
  • incremento degli ossidi di azoto (NOx);
  • aumento dell'inquinamento acustico;
  • maggiore consumo delle infrastrutture stradali;
  • maggiore rischio per la sicurezza della circolazione.

Di fronte a questo scenario sorprende il silenzio delle amministrazioni comunali interessate. AS.I.A.-USB chiede di sapere:

  • dove sono le nuove centraline permanenti per il monitoraggio della qualità dell'aria?
  • dove sono i dati preventivi sulla qualità ambientale dell'area?
  • quale sarà il monitoraggio delle polveri sottili prima e dopo l'apertura del polo logistico?
  • chi informerà periodicamente i cittadini sui risultati? Non basta richiamare genericamente le competenze di ARPAM.

Un'opera di tale impatto richiede una rete straordinaria di monitoraggio continuo e completamente pubblica.

Un secondo tema riguarda il mercato immobiliare.

L'arrivo di centinaia di lavoratori provenienti anche da altre province e regioni rischia di produrre una forte pressione sul mercato degli affitti.

Esperienze analoghe dimostrano come grandi poli logistici possano determinare incrementi dei canoni di locazione e una crescente difficoltà per giovani, famiglie e lavoratori locali nell'accedere ad abitazioni a costi sostenibili.

Le amministrazioni hanno predisposto un piano per prevenire fenomeni speculativi? Esistono strumenti di monitoraggio dei prezzi degli affitti?

Sono previsti interventi di edilizia residenziale pubblica o convenzionata? Anche su questi aspetti il silenzio è totale.

Manca inoltre una valutazione pubblica sugli effetti cumulativi dell'intervento:

  • impatto sulla viabilità;
  • impatto sanitario;
  • qualità dell'aria;
  • rumore;
  • consumo di suolo;
  • effetti sul commercio locale;
  • costi sociali che inevitabilmente ricadranno sulla collettività.

Le amministrazioni pubbliche non possono limitarsi ad inaugurare opere e tagliare nastri. Devono governarne le conseguenze.

Per questo AS.I.A.-USB propone:

  • installazione immediata di nuove centraline pubbliche per PM10, PM2.5, NO₂ e rumore nei comuni maggiormente interessati;
  • pubblicazione online dei dati ambientali in tempo reale;
  • tavolo permanente con ARPAM, AST, Comuni, Provincia, Regione e associazioni dei cittadini;
  • monitoraggio epidemiologico degli effetti sulla popolazione residente;
  • piano straordinario della mobilità sostenibile per limitare il traffico privato;
  • osservatorio pubblico sull'andamento dei canoni di locazione e sulle eventuali speculazioni immobiliari;
  • pubblicazione annuale di un Rapporto Ambientale e Sociale indipendente relativo agli effetti del polo logistico.

Lo sviluppo economico non può essere misurato esclusivamente in termini di investimenti e occupazione.

Uno sviluppo è realmente sostenibile soltanto quando tutela contemporaneamente lavoro, salute, ambiente e qualità della vita.

AS.I.A.-USB continuerà a vigilare affinché la crescita industriale non venga pagata dai cittadini attraverso un peggioramento della qualità dell'aria, della vivibilità dei territori e dell'accesso alla casa.

AS.I.A.-USB Ancona                                                                                    Ancona,10/07/2026