PENSIONI E TFR. GOVERNO, CGIL CISL UIL E CONFINDUSTRIA DI NUOVO ALL'ATTACCO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI

Nazionale -

Ci risiamo! Puntuali come un orologio svizzero tornano i falchi ad attaccare le pensioni e il TFR. Ma questa volta la cosa è più seria. Sul TFR è stato già raggiunto un accordo, il 23 ottobre 2006, tra padroni, governo e sindacati concertativi con cui:

· Si anticipa al 1 gennaio 2007 l’avvio dei sei mesi in cui ciascun lavoratore (per il momento, ma solo per il momento, è escluso il pubblico impiego) attraverso il silenzio/assenso dovrà decidere cosa fare del proprio TFR: se mantenerlo come tale o passarlo ai Fondi pensione
· Si conferma l’utilizzo della scandalosa pratica del silenzio assenso; cioè i lavoratori non potranno decidere spontaneamente cosa fare del proprio TFR che andrà direttamente ai fondi pensione (CAPITALE DI RISCHIO!) se il lavoratore non manifesterà per iscritto il proprio rifiuto
· Il TFR dei lavoratori che operano in aziende superiori ai 50 dipendenti, che esplicitamente chiederanno di mantenerlo nella forma attuale, sarà trasferito all’INPS che ne avrà la gestione, ma i soldi andranno al Ministero del Tesoro che li utilizzerà per finanziare le grandi opere.
· Il TFR dei lavoratori che operano nelle aziende con meno di 50 dipendenti rimarrà invece in azienda; questa norma, è esplicitamente previsto nell’accordo, sarà rivista nel 2008.
· Viene mantenuta la tassazione di favore solo per il TFR trasferito ai Fondi, mentre per il TFR che rimane in azienda vigono gli aumenti delle aliquote in vigore dal 2002.

QUESTO ACCORDO SCANDALOSO E’ ACCOMPAGNATO DALLO STANZIAMENTO IN FINANZIARIA DI BEN 17 MILIONI DI EURO DESTINATI A PUBBLICITA’ PER FAVORIRE IL TRASFERIMENTO DEL TFR AI FONDI PENSIONE!!!!

Sulle pensioni la situazione è altrettanto grave. Con un memorandum siglato questa volta solo da governo e Cgil, Cisl e Uil – senza padroni quindi – si è stabilito di aprire un tavolo di confronto a gennaio 2007, per concluderlo entro marzo 2007 per definire un’ennesima riforma previdenziale che avrà al centro:
· L’aumento dell’età pensionabile, tenendo conto della aumentata "speranza di vita"
· La modifica dei coefficienti che produrrà una ulteriore riduzione della pensione rispetto all’ultima retribuzione
· L’accorpamento degli enti previdenziali pubblici per ridarne la gestione diretta ai sindacati concertativi

PER BATTERE QUESTI PROGETTI SERVE UNA FORTE, COMPATTA E GENERALE
MOBILITAZIONE DI TUTTO IL MONDO DEL LAVORO!

VENERDI’ 17 NOVEMBRE
SCIOPERO GENERALE NAZIONALE

in allegato il volantino impaginato

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