Solo la lotta - l'incontro del 2 novembre 2006

Roma -

Si è consumato, nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, il secondo appuntamento con il capo di gabinetto, dott. Paolo De Ioanna, e con il sottosegretario di stato, on. Paolo Cento, in merito agli articoli 32 (revisione degli assetti organizzativi dei ministeri) e 34 (soppressione dei Dipartimenti Provinciali del MEF) della legge finanziaria 2007, al compenso accessorio derivante dall'applicazione dell'art.3, comma 165, della legge 350/2003 (cosiddetta cartolarizzazione) e alla rivisitazione delle deleghe al personale distribuite ai sottosegretari dal ministro TPS.

La coincidenza con la ricorrenza religiosa è stata, effettivamente, prodromica per i lavoratori.

Siamo consapevoli che le coincidenze, se interpretate con il giusto valore e significato, possono far realizzare anche desideri in maniera spontanea e senza alcuno sforzo.
Infatti, tutti hanno vissuto eventi che possono essere considerati incredibili o misteriosi. Certo, fatti del genere possono essere definiti come semplici coincidenze ma possono essere considerate anche o come frutto del caos che regna sovrano nel mondo o, in alternativa, come fatti in grado di modificare il corso della nostra esistenza, dei messaggi.

In questa coincidenza tra data dell'incontro e ricorrenza religiosa, l'unico messaggio interpretabile è la caparbia volontà, da parte del nostro ministro e degli estensori della legge finanziaria, di peggiorare le condizioni di vita di migliaia di lavoratori.

CARTOLARIZZAZIONE

In relazione a queste somme, la delegazione di parte pubblica ha dichiarato che il decreto (2005/2006) andrà alla firma del ministro entro 8/10 giorni e che il famoso emendamento che cassava, di fatto, il compenso non sarà reiterato e neppure oggetto di discussione in commissione bilancio.

Anzi, si è sostenuto che l'iniziativa è nata al di fuori della volontà sia del governo che della maggioranza.

Insomma, si tratta delle solite "schegge" impazzite !

Il decreto, appena pronto, sarà presentato al tavolo sindacale ma con nessuna garanzia sulla possibilità di apportarvi modifiche.

Su questo punto, quindi, come era prevedibile, l'amministrazione ha dato ampie assicurazioni sull'erogazione del compenso forse anche per "addolcire la pillola" in relazione alla soppressione degli uffici periferici e all'attacco frontale portato a tutta la pubblica amministrazione.

La RdB/CUB ha affermato che occorre, anziché rincorrere i compensi accessori erogati ai lavoratori con iniqui e ingiustificati criteri di ripartizione (maggiorazione del 65%, percentuale del 15% al personale di livello dirigenziale, quota pari ad un settimo al personale dirigente di prima fascia), stabilizzare in busta paga, come retribuzione in godimento in via fissa e continuativa, le somme a parziale recupero della perdita del potere di acquisto dei salari negli ultimi quindici anni.

DELEGHE AL PERSONALE

L'amministrazione ha ritenuto ipotizzabile la possibilità di individuare, in uno dei sottosegretari con delega al personale, la funzione di coordinatore.

Questa ipotesi ha dell'incredibile se non fosse stata realmente proposta.

Nella storia del MEF, non è mai capitato di avere la delega al personale "spezzettata" in tre sottosegretari.

Aggiungere, a questa precisa intenzione politica di gestione del personale, del ridicolo risulta veramente eccessivo.

ART. 32/34 LEGGE FINANZIARIA 2007

In merito all'art. 34, l'amministrazione ha riferito l'intenzione di apportare modifiche all'attuale testo per renderlo più organico e in perfetta sintonia con l'art. 32 che lo precede.

E' stato sottolineato, però, che al momento non vi è nessuna definizione concreta né da parte dei tecnocrati presenti nel MEF né, tantomeno, da parte dello stesso governo.

L'univa vera novità sarebbe l'introduzione, nella riformulazione dell'articolo in questione, di un esplicito riferimento alla "concertazione" con le sigle sindacali, da espletare nella fase di emanazione del regolamento di attuazione previsto entro aprile 2007.

Nessuna assicurazione, quindi, in merito allo stralcio dell'art. 34 né, tantomeno, in una sua confluenza all'interno dell'art. 32.

Ma, anche in questo caso, nessuna garanzia può arrivare sul numero delle sedi da mantenere sul territorio.

La parte pubblica ha rimarcato, infine, che la materia è oggetto di discussione parlamentare e, per tale motivo, l'unica strada attualmente percorribile risulta essere quella del mantenimento del tavolo sindacale al fine di monitorare gli sviluppi della situazione fino alla sua definitiva approvazione parlamentare.

Le risposte fornite dall'amministrazione sono state ritenute, da parte della RdB/CUB, del tutto insoddisfacenti.

Risulta chiaro il progetto politico che mira a smantellare la pubblica amministrazione e a dismettere i servizi erogati sul territorio, colpendo, in questo modo, i settori della cittadinanza meno abbienti.

Inserire, in una legge di contabilità, la "razionalizzazione e riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni" equivale a ritenere superato, inefficiente, improduttivo il ruolo dello stato e, contemporaneamente, considerare i suoi servitori solo come "zavorra sociale".

Insomma, dismettere i lavoratori e i servizi pubblici per renderli appetibili al mercato e all'impresa utilizzando, come manodopera, la schiavitù del precariato.

Per questo, la RdB/CUB ha ribadito non solo che occorre eliminare definitivamente l'articolo 34 ma necessita cancellare dal testo anche l'articolo 32 che risulta essere il perno fondante della destrutturazione dell'intera pubblica amministrazione.

Solo partendo da questa impostazione è possibile aprire un tavolo di confronto credibile e costruttivo che porti alla riorganizzazione e alla razionalizzazione dell'intera struttura del MEF al fine di un suo rilancio funzionale condiviso e partecipato con i lavoratori.

La RdB/CUB ritiene, inoltre, censurabile chi mira allo stralcio del solo articolo 34 per ricondurlo nel suo "alveo" naturale che, secondo molte organizzazioni sindacali, risulta essere l'art. 32.

Questa posizione, in realtà, non garantirebbe i lavoratori ma si tradurrebbe solo una intenzione di "governare" e "gestire" concertativamente con il governo l'espulsione e la rottamazione dei lavoratori e della pubblica amministrazione.

Mantenere, inoltre, aperto il tavolo sindacale equivarrebbe solo a cogestire un fallimento, deresponsabilizzare politicamente settori specifici del governo, fornire alibi all'amministrazione e rendere più vulnerabili i lavoratori.

Apprezzabile, invece, è stata la posizione espressa al termine dell'incontro dal sottosegretario on. Paolo Cento che ha ritenuto essere miope una politica che non recepisce le istanze prodotte oltre ad assumersi la personale responsabilità politica di riportare, nell'ambito della discussione generale attualmente aperta nella compagine governativa, i problemi e le contrarietà esposte.

Non da ultimo, la volontà di definire la questione sulla delega al personale che necessita, evidentemente, più che di soluzioni ridicole, di un chiarimento politico.   

Per questo, diventa fondamentale l'appuntamento del 17 novembre 2006.

Lo sciopero generale proclamato dalla RdB/CUB è l'opportunità che i lavoratori del MEF devono saper cogliere.

 

CONTRO LO SMANTELLAMENTO DEL MEF

CONTRO LA ROTTAMAZIONE DEI LAVORATORI

 

17 NOVEMBRE 2006

SCIOPERO GENERALE

 

 

 

 

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