vertenza corsi oss gratuiti, aggiornamenti

Napoli -

La vertenza per i corsi di OSS gratuiti in Campania

(prima fase)

I motivi principali della nostra battaglia per la istituzione dei corsi di O.S.S. gratuiti, gestiti direttamente dall’Assessorato Regionale alla Sanità presso le strutture sanitarie pubbliche, nascono: 1) dalla necessità di restituire alla Regione il primato della formazione delle figure sanitarie, a garanzia della qualità formativa, di una figura, quale quella di O.S.S., che è destinata all’assistenza agli ammalati, in un contesto quale quello della Regione Campania, dove il basso livello formativo e professionale degli operatori della sanità, insieme alla carenza strutturale è già causa del cosiddetto “turismo sanitario” che incide in modo prevalente sulla spesa sanitaria Regionale;

2) Per non consentire ulteriormente che la qualificazione di una figura cosi importante e delicata, continui ad essere solo un occasione di speculazione economica e clientelare, per privati, sindacati e partiti politici;

3) per non consentire ulteriormente che nella capitale della disoccupazione e della miseria, venga negato ai cittadini il diritto alla formazione; 

4) Per sopperire alla grave carenza del piano di formazione Regionale della Campania, che non ha previsto anche questa qualifica, molto richiesta sul mercato del lavoro, perché mancante nelle strutture sanitarie pubbliche e private, della Regione Campania ed anche in altre Regioni;

5) Per offrire una opportunità concreta ai tanti disoccupati della Regione Campania, tali anche perché privi di qualsiasi qualificazione professionale.

Il percorso di lotta che si intende perseguire:

dopo l’approvazione della L.R., prima di ogni cosa dobbiamo saperci prendere il merito e la visibilità che ci spetta, senza regalare niente a nessuno o addirittura lasciarci scippare il merito ed i benefici dai soliti banditi del sindacalismo confederale, per limiti organizzativi nostri. Perciò massima pubblicità del risultato, e marcamento stretto al “palazzo” nella fase preparatoria del bando e dei criteri che saranno inseriti in esso per una selezione che sarà inevitabile perché il numero degli aspiranti sarà molto superiore ai posti disponibili. Far giungere il messaggio che noi stiamo dentro al processo dei lavori e delle decisioni. Come la quantificazione del fabbisogno formativo che dovrebbe emergere dall’incontro tra l’assessore alla sanità e tutti i DD. GG. Che sono stati convocati per tale scopo. Dovrebbe, perché questa quantificazione non può avvenire in tale riunione o se avviene, non può essere che ipotetica e approssimativa, perché il fabbisogno formativo reale, può emergere solo dopo che le strutture sanitarie tutte (ASL, A.O. distretti sanitari, assistenza sul territorio,) strutture convenzionate e non,) avranno rideterminato le loro dotazioni organiche assicurando i Livelli Essenziali di Assistenza previsti dalla legge, ed anche nella ipotesi di una ritederminazione, non sarà facile stabilire  la quantità di O.S.S. occorrenti, essendo questa figura di nuova istituzione, con compiti e collocazione del profilo non ancora ben definito. Un punto di riferimento concreto è che essi dovranno sostituire nei compiti, l’ex infermiere generico, e nell’organico gli infermieri che andranno in pensione, apportando così una considerevole riduzione dei costi della manodopera del personale addetto all’assistenza diretta.

Inoltre il fabbisogno formativo previsto dalla legge, non deve intendersi forzatamente che esso debba corrispondere al fabbisogno della figura esistente nelle aziende sanitarie della Regione Campania. Dal momento che ogni qualificato è libero di spendersi questa opportunità come e dove meglio egli crede.

Convogliare gli aspiranti ai corsi ed organizzarli per tale obbiettivo.

Convocare assemblee pubbliche in ogni provincia della Regione coinvolgendo esponenti politici istituzionali che  ci hanno appoggiato e fatto approvare la proposta di legge.

Durante tali assemblee ci saranno molte persone che hanno già partecipato a precedenti assemblee e sanno già che è merito nostro l’approvazione della legge, perciò abbiamo un vantaggio che dobbiamo sfruttare. Occorre ribadire senza stancarci che il merito è nostro e che la lotta e la perseveranza paga. Dunque far capire che possono investire su di noi. Spiegare che al di la delle leggi, delle finanziarie, dei blocchi, della burocrazia e degli imbrogli dei sindacati e dei politici, la lotta è l’unica garanzia per ottenere risultati e noi lo abbiamo dimostrato e non solo in questa occasione. Spiegare dunque che la legge prevede che i corsi devono farsi ogni anno, perciò anche chi non entrerà quest’anno, avrà motivo di continuare la lotta nella speranza di riuscire in seguito. Far capire che per ottenere che il numero dei corsi sia il più ampio possibile, bisogna mobilitarsi e rendere visibile e rumorosa la richiesta di “fabbisogno formativo” reale!

Occorre perciò compattare, strutturare, organizzare gli aspiranti corsisti, e questo è compito della nostra organizzazione sindacale. Sarà perciò promosso e proposto, la costituzione di comitati di base degli aspiranti corsisti iscritti alla R.d.B./CUB in ogni provincia, dunque, si faranno le iscrizioni al sindacato prima delle assemblee, si farà pagare una quota simbolica di 10 euro all’anno, per stabilire un legame materiale con il sindacato, si fisserà la prima riunione entro  e non oltre una settimana dall’iscrizione, in tale riunione sarà eletto un coordinamento o esecutivo ed un coordinatore che sarà il portavoce del comitato e si rapporterà ed entrerà a  fare parte del coordinamento di federazione provinciale. Il comitato si riunirà presso la sede provinciale della R..d..B. ogni settimana, le sedi sindacali saranno disponibili per tutte le attività ed iniziative del comitato come le altre categorie. I coordinamenti e i coordinatori dei comitati provinciali, costituiscono il coordinamento Regionale dei comitati provinciali e sarà direttamente coordinato dalla Federazione Regionale.

Una volta partiti i corsi

  (seconda fase)

i comitati restano, l’obbiettivo cambia.

Esso sarà l’occupazione, perciò si porrà il problema di evitare la lotta dei poveri trà i corsisti che avranno preso la qualifica a pagamento e quelli che l’avranno presa gratis, il nostro sforzo dovrà essere quello di unificare queste forze e spingerle verso chi può determinare la risoluzione del problema lavorativo per i corsisti ed un risultato politico – sindacale enorme per la nostra organizzazione, cioè l’assessorato alla Sanità, il consiglio Regionale, il Presidente della Giunta Regionale. Le scuole a pagamento autorizzate il primo anno sono circa 200 in Campania, ogni scuola ha qualificato minimo 100 corsisti, per un totale di circa 20.000 O.S.S. un numero che merita attenzione. Non possiamo lasciarlo in balia dei sindacati confederali che con loro hanno già stabilito un rapporto e hanno ricevuto delle promesse di sistemazione. Noi rispetto a loro, abbiamo il vantaggio dell’utopia, infatti, noi parliamo di assunzione diretta nelle strutture pubbliche, a tempo indeterminato, loro invece mirano a farli lavorare con le agenzie interinali e/o con le cooperative a loro vicine. E questo vantaggio dovremo usarlo per attirare verso di noi anche questi altri corsisti, inoltre, questi che hanno fatto il corso a pagamento, temono che gli altri possano essere favoriti perché la loro formazione è stata vera e lo sanno tutti, perciò una adesione ai comitati per loro potrebbe rappresentare una opportunità di un impiego stabile e sicuro.

Una volta assunti

(terza fase)     

l’O.S.S. è destinato a diventare la figura centrale del comparto, sia dal punto di vista contrattuale/numerico, che sindacale/conflittuale, essendo questa una figura sulla quale si è puntato per realizzare una riduzione del costo del lavoro ed una riduzione della qualità dell’assistenza attraverso la sostituzione dell’infermiere con l’O.S.S. non definendo con esattezza i suoi compiti, le responsabilità, una figura ancora troppo indefinita, che si troverà continuamente al centro di conflitti di competenze e cumulo di mansioni, si tenterà di fargli svolgere le sue precedenti mansioni di OTA e ausiliario e di OSS ed infermiere.

Questo problema la R.d.B. l‘ha assunto in tempi non sospetti ed ha avviato una iniziativa sindacale di grande spessore a livello Nazionale, proponendo la nascita dell’infermiere diplomato, che andrebbe a riempire quel vuoto venutosi a creare a seguito della riforma delle professioni che ha trasformato l’infermiere in un dirigente ed è sono stati dichiarati figure ad esaurimento gli generici.

La proposta sostenuta da migliaia di firme raccolte è stata presentata in parlamento ed a breve  ci sarà un sollecito per farla discutere. Con essa si mira a dare a tutte le figure, impegnate nell’assistenza sanitaria, (generici, puericultrici, psichiatrici, OSS,) una definizione giuridica certa, ed una dignità professionale adeguata anche economicamente al lavoro svolto.

  

 

Napoli, 30/09/2006                                                                                                 

R.d.B./CUB

Fed. Reg. Campania

 

 

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